Animali da cortile in giro per la città. «Benvenuti alla Fattoria Fontivegge»

Martedì 26 Gennaio 2021 di Egle Priolo
Animali da cortile a Fontivegge (foto dal gruppo Fb Progetto Fontivegge)

PERUGIA - C'è una gallina che digita il pin sul bancomat. Sembra l'inizio di una barzelletta e invece è quello che hanno visto (e fotografato) alcuni residenti di Fontivegge nei giorni scorsi. E la gallina, va detto, dalle foto sembrava quasi divertita, incuriosita dallo scatto, ma divertita. Forse sorpresa da se stessa per essere riuscita a volare fin lassù e a trovare un giaciglio sicuro dalle auto in mezzo alla tastiera del bancomat. Almeno finché qualcuno con una gridata e una manata non l'ha fatta saltare via, alla ricerca di nuove avventure in città.

Avventure che non ha vissuto da sola, visto che a poca distanza è stata notata una simpatica papera bianca che ciondolava sul marciapiede sempre in zona. Che andava avanti e indietro davanti alle vetrine di un bar, magari aspettando qualche briciola di veneziana. Due strani avvistamenti che hanno fatto subito battezzare l'area intorno alla stazione come Fattoria Fontivegge. Uno zoo a cielo aperto che magari fa sorridere i bambini, poco abituati a vedere animali da cortile nel bel mezzo della città, ma che fa infuriare alcuni residenti. «E allo zoo? C'è il leone! E a Fontivegge? Il gallo cedrone», ironizza canticchiando qualcuno. «Meglio gli animali che gli spacciatori», realizza qualcun altro. Ma tra i gestori della pagina Facebook Progetto Fontivegge , che ha pubblicato le foto di gallina e paperella, si scrive: «Rimaniamo senza parole, dopo il degrado causato da tanti fattori, a conoscenza di tutti, dobbiamo ora sopportare anche la presenza di animali da cortile liberi non si sa a chi appartenenti. C'è da ridere per non piangere: vorremmo che chi di dovere intervenisse per ripristinare una parvenza di normalità e sanzionare,come da regolamento, i proprietari degli animali».

La priorità è certamente metterli in sicurezza, anche per evitare incidenti a chi circola in auto o moto, considerando che la strada in cui sono stati notati i due pennuti è la trafficatissima via Mario Angeloni. E se non sono mancate le battute («Ditemi dove che me ne prendo cura io: arrosto»), in realtà la proposta più seguita è stata quella di farli arrivare a qualche famiglia con terreni in campagna per restituir loro libertà e un ambiente più confortevole. Resta il mistero di come siano arrivate a Fontivegge, ma tra i residenti si pensa a qualcuno che le abbia prese vive per poi macellarle in autonomia in casa. In autonomia, ma non certo in sicurezza e la lamentela resta quella sul degrado della zona. Acuito ieri da un altro avvistamento, anche se meno mobile: un divano verde a due posti abbandonato in mezzo alla strada. In effetti meno mobile, ma certamente d'arredo.

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