Andrea Fora: «Basta tattiche, mi candido per costruire un'Umbria nuova»

Andrea Fora
di Italo Carmignani Federico Fabrizi
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Venerdì 30 Agosto 2019, 17:15

 PERUGIA - Andrea Fora, presidente di Confcooperative, civico più coraggioso di tutti gli altri civici, muove il passo decisivo: «Mi candido presidente della Regione per scrivere una storia nuova». Lavoro e ambiente sono le parole d’ordine del programma. «E la prossima settimana chiederò a Stefania Proietti e Filippo Stirati di convocare insieme tutto il centrosinistra». 
Fora, a che punto siamo? 
«Siamo a due mesi dal voto, ora si deve buttare il cuore oltre l’ostacolo, è quello che ho provato a fare io dando la mia disponibilità ed è quello che spero vogliano fare tutte le persone convinte della necessità di un percorso nuovo e condiviso».
Avanti Fora, lo dica: si candida a presidente della Regione Umbria.
«Mi candido a presidente della mia Regione,  ma insieme a tanti altri che sono pronti a metterci la faccia con me per costruire una squadra che possa fare il bene della terra in cui viviamo, con la consapevolezza che l’Umbria è in un momento decisivo e difficile. E mi candido rinunciando a tutti gli incarichi che occupo, senza paracadute». Cominciamo l’allenamento alle critiche che riceverà nei prossimi giorni: candidatura non condivisa e decisa a tavolino.
«Ogni minuto speso dalle forze politiche a parlare di loro stesse e non di programmi è un minuto sottratto ai cittadini umbri. E’ vero, sarebbe servito un percorso diverso e più condiviso, ma nei momenti decisivi occorre uscire dai tatticismi. In questi giorni non ho sentito parlare di programmi ma solo appelli a costruire percorsi, senza che emergessero persone realmente disponibili a candidarsi».
Probabile che comunque qualcuno deciderà di restare fuori.
«Farò tutti gli sforzi possibili, fino all’ultimo minuto, per coinvolgere tutte le migliori esperienze dell’Umbria, da quelle politiche... per esempio trovo importante il lavoro della sinistra per ridare identità a quella parte di elettorato... fino a tutte le esperienze e i movimenti civici avviati in questa fase».
Facciamo qualche nome, via.
«Penso in particolare ai modelli vincenti di Filippo Stirati a Gubbio, Stefania Proietti ad Assisi o Matteo Burico a Castiglione. Nei prossimi giorni chiederò a Stefania e Filippo di convocare insieme il tavolo di tutta la coalizione del centrosinistra».
Stirati e Proietti. E il prof Luca Ferrucci con cui eravate partiti insieme con quell’appello del cantiere civico un mese e mezzo fa?
«Certo, ovviamente anche Luca. Ho citato alcuni sindaci quali modelli significativi e penso a Stefania Proietti e Filippo Stirati perché si sono spesi molto in prima persona in questa fase, ma sia chiaro che l’obiettivo è coinvolgere le energie migliori della regione in un progetto ambizioso, superando anche legittime aspirazioni individuali, perchè abbiamo una scommessa più importante da giocare e vincere, sommando valore e condividendo responsabilità».
Tirerebbe dentro anche i grillini?
«Nessun pregiudizio ideologico. Il Movimento 5 Stelle ha dichiarato di essere aperto al civismo, io sono un candidato civico. Il M5S mette onestà della classe dirigente, ambiente e trasporto pubblico tra le priorità programmatiche e io faccio lo stesso. Quindi direi che la scelta è più nelle loro mani che nelle nostre. Noi siamo assolutamente disponibili ad avviare un ragionamento, se l’accordo nazionale andrà in porto l’Umbria potrà diventare il primo banco di prova di quell’intesa».
A proposito, lei è rinviato a giudizio, con l’accusa di frode, insieme ad altre 12 persone, per presunte irregolarità in un appalto relativo alla fornitura di cibo alle mense scolastiche di Perugia. Giusto candidarsi comunque? La attaccheranno su questo.
«I miei avversari possono vivisezionarmi, non ho timori. La mia storia personale parla per me. Ho fatto della battaglia per la legalità la mia vita professionale, trascorrendo per esempio tre anni a Roma come commissario per riportare etica e moralità in Confcooperative Roma dopo “Mafia Capitale”, subendo anche pesanti minacce personali. Quanto alla vicenda specifica, si tratta della pesatura di 20 grammi di insalata, io sono stato rappresentante di un consorzio che aggrega 45 imprese in tutta Italia che nell’occasione ha semplicemente gestito l’affidamento di alcuni servizi a cooperative associate che si occupavano in autonomia della gestione delle forniture. Io sono molto trasparente e non ho paura dei giudizi, mi auguro che i miei avversari facciano altrettanto».
Quindi, senza timore verso una coalizione XXL.
«Noi non siamo la stampella né del Pd né di nessun altro, pur rispettando tutte le forze politiche. Certo che se a livello nazionale l’intesa Pd-M5S andrà fino in fondo c’è da attendersi che Salvini tenterà di trasformare l’Umbria in un terreno di guerra. Noi risponderemo stando qui: nei luoghi del lavoro, nelle zone del terremoto, perché per noi l’Umbria non è una vetrina, ci abitiamo, ci staremo anche dopo il 27 ottobre e vogliamo farla funzionare meglio».  Che idea ha delle vicende di Sanitopoli?
«Credo che l’Umbria abbia problemi più grandi di Sanitopoli, per esempio il peggiore andamento del Pil nel 2018, la mancanza di lavoro e il costante invecchiamento e credo che sconti scelte programmatiche in molti casi calate dall’alto».
Attento Fora, questa è una bella stoccata al centrosinistra che ha governato finora.
«Per noi serve un big bang, dobbiamo scrivere un libro nuovo, una storia nuova. L’Umbria ha tantissime energie da liberare, rimaste spesso bloccate a causa di un sistema pubblico molto ingessato. Noi vogliamo parlare delle opportunità di questa regione e coinvolgere i territori, le comunità, i sindaci nella programmazione delle scelte». Opportunità da trasformare in programma di governo?
«Certo. Con due priorità: lavoro e ambiente. Quindi, un grande piano di rigenerazione di tutti gli insediamenti produttivi delle aree industriali in crisi ed energie verdi. L’Umbria sarà la prima regione a liberarsi del C02 nei prossimi dieci anni, ad esempio con interventi di infrastrutture per la mobilità elettrica urbana, solarizzazione di tutti gli edifici pubblici e delle aree industriali dismesse, promozione di microimpianti di prossimità per il trattamento dei rifiuti. Tutto questo genera tanta nuova occupazione».
Avete già in mente dove prendere i soldi?
«Dobbiamo spendere più e meglio i fondi europei per riuscire così anche ad attrarre investitori e risorse private utili a sostenere servizi e beni comunitari». 
Il programma è abbozzato. Per la campagna elettorale a che punto siete?
«Dalla prossima settimana inizieremo un tour nei 92 comuni dell’Umbria. E durante il percorso distribuiremo a mille bambini mille piantine che diventeranno mille alberi: per mostrare qual è la nostra idea di Umbria e per compensare proprio quel che consumeremo nella campagna elettorale».
L’ultima Fora: conosce Donatella Tesei?
«La conosco e professionalmente la stimo. Non mi sentirete parlare male degli avversari. Io voglio parlare della nuova Umbria che ho in mente».

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