CORONAVIRUS

Amelia e Narni restano
senza il pronto soccorso
Disagi per 60 mila persone

Domenica 31 Maggio 2020 di Francesca Tomassini
Oltre dieci comuni, 60.000 abitanti, un raggio di circa 80 km sono questi i numeri del buco nero creato dalla chiusura dei punti di primo soccorso degli ospedali di Narni e Amelia. Una decisione pervenuta durante l’emergenza Covid e che sta creando non pochi disagi agli utenti che abitano il comprensorio narnese e amerino, soprattutto a quelli che rientrano nella casistica dei codici verdi o gialli. Ad oggi infatti, in caso di necessità, gli unici accessi più vicini disponibili sono il pronto soccorso di Terni e quello di Orvieto. E la situazione rimarrà invariata, fatto salvo di miglioramenti eccezionali sul fronte virus, almeno fino al prossimo 31 dicembre, data attualmente prevista come termine dell’emergenza sanitaria. Tutto è cominciato il 12 marzo scorso quando, in piena pandemia, la Regione Umbria aveva deliberato la chiusura dei due presidi per motivi di sicurezza. Secondo quanto dichiarato dagli stessi operatori infatti, a causa della carenza di attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale, le due strutture non sarebbero state in grado di gestire eventuali casi di Covid-19 nel rispetto delle regole di contenimento del contagio. Nei giorni scorsi però, a fronte dell’azzeramento dei nuovi casi in tutta la Regione, la questione chiusura è tornata sul piatto. Con qualche nuovo elemento.
Infatti, se da un lato l’opinione pubblica preme perché sul territorio narnese e amerino vengano mantenuti i due punti di primo soccorso, dall’altra sembra che, già in tempi ante Covid, siano stati alcuni degli stessi medici che vi lavorano a chiederne la chiusura o quantomeno un ridimensionamento degli orari eliminando almeno l’apertura notturna. Fra le motivazioni, la carenza e l’inadeguatezza delle attrezzature per assistere le urgenze. La linea assunta dagli internisti del Santa Maria dei Laici si basa sull’inadeguatezza della struttura nella gestione di tutti i tipi di emergenza. «In Umbria abbiamo un tasso altissimo di denunce contro l’operato dei medici -spiega il vice sindaco di Amelia e assessore alla sanità Andrea Nunzi- e lavorare in certe condizioni, aumenta esponenzialmente la possibilità di errore oltre ovviamente a mettere a rischio la vita dei pazienti».
«Di fronte a questa situazione ci saremmo aspettati una reazione da parte dei medici di Terni e Orvieto - spiega un’operatrice del 118- sarebbe più costruttivo del prenderci a male parole quando portiamo troppi pazienti. Anche perchè sanno benissimo che non possiamo fare altrimenti». «Per ovviare al problema del sovraffollamento - spiega la sindaca di Amelia Laura Pernazza - il commissario straordinario Massimo de Fino, ha confermato la possibilità di convogliare alcuni dei codici gialli o verdi dalle ambulanze direttamente ai reparti ospedalieri di Narni e Amelia».  Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 00:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani