Amelia, città divisa sul futuro del teatro sociale

Domenica 11 Aprile 2021 di Francesca Tomassini
Amelia, città divisa sul futuro del teatro sociale

Teatro Sociale di Amelia. Mentre la città spera nella prelazione del Mibact, ad Antonio Tacconi, l'imprenditore ternano che il 17 novembre scorso ha acquistato all'asta il piccolo gioiello amerino per 414.000 euro, arriva il sostegno di critici e addetti ai lavori. In particolare da parte dello scrittore e critico d'arte Paolo Cicchini e dell'architetto Paolo Leonelli da sempre attivi e impegnati circa le vicende dei beni artistici e culturali disseminati in tutta la Provincia di Terni.

«Conosco Tacconi e la sua famiglia ormai da quarant'anni, e credo davvero che sia un imprenditore illuminato- ha dichiarato Cicchini- in grado di portare a compimento un progetto di impresa che abbia al tempo stesso ampio respiro culturale. Intendiamoci -precisa- apprezzo molto in generale il sindaco di Amelia Laura Pernazza, ma credo che al giorno d'oggi, e nel caso specifico, la possibilità di poter contare su un privato che operi con onestà e competenza sia un autentico dono per la comunità. A questo proposito, una nuova e virtuosa forma di partenariato tra attori privati e pubblici può essere la chiave per rilanciare la cultura come elemento chiave del vivere in comunità e della coesione del territorio». La notizia dell'aggiudicazione, nonostante il teatro fosse all'asta ormai da anni e la sua situazione giudiziaria nota a tutta la comunità, ad Amelia aveva provocato grande scalpore. Tanto che sia sul fronte popolare che istituzionale si è assistito ad una vera e propria mobilitazione per cercare di sensibilizzare il Mibact ad esercitare il diritto di prelazione sul bene. Una rivendicazione che, se non sarà formalizzata entro il prossimo 10 maggio come prevede la normativa che fissa a sessanta giorni dal versamento del saldo prezzo da parte dell'aggiudicatario dell'asta il termine per esercitare tale diritto, vedrà l'assegnazione definitiva del teatro a Tacconi. Dal canto suo, l'imprenditore ternano, pur dichiarando di essere disponibile, non appena la cessione del bene dovesse essere definitiva, ad allestire un tavolo di confronto con l'Amministrazione Comunale e la popolazione per discutere del teatro e del suo futuro, ha finora mantenuto un profilo discreto e di attesa senza esprimere giudizi di sorta nemmeno sui tentativi di convincere il Ministero ad esercitare la prelazione. «Non sottovaluto mai le persone -aveva dichiarato in una recente intervista a Il Messaggero- sull'epilogo della vicenda non ho certezze ma noi continuiamo a lavorare, i frutti non andranno comunque sprecati. L'importante è non erigere barricate o portare avanti un progetto per il bene di un singolo. Bisogna lavorare per la città, perchè abbia un teatro moderno, vivo, all'altezza dei tempi. A questo proposito, qualsiasi contributo positivo è importante e ben accetto. Dalle associazioni, dai privati, dall'Amministrazione. Perchè, come dice spesso il mio parroco, "chi fa da se non fa per tre"».

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