Allerta meteo arancione, i prefetti di Perugia e Terni chiudono le scuole ed è polemica. Vertice della Protezione Civile. Allagamenti a Gualdo Cattaneo, smottamenti a Perugia e Paciano. A Foligno chiusi gli accessi al fiume Topino

La cartina dell'Umbria tutta arancione per l'allerta meteo lanciata per la giornata di sabato 10 dicembre dalla Protezione civile
4 Minuti di Lettura
Venerdì 9 Dicembre 2022, 23:45 - Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 22:50

L’emergenza meteo chiude le scuole. Nella tarda serata di venerdì 9 dicembre i prefetti di Perugia e Terni, Armando Gradone e Giovanni Bruno, hanno firmato le ordinanze che per oggi  fanno chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Decisione legata all’allerta arancione emanata dalla Protezione Civile che è scattata dalla mezzanotte e che prevede, per la giornata di sabato, elevata criticità idrogeologia  ed idraulica a causa delle forti piogge. Nel dettaglio l'allerta rispetto ai temporali è indicata gialla nella tabella della Prociv regionale e per il vento è gialla solo in due delle sei zone (la C e la D nella cartina sopra) in cui è divisa l'Umbria in questi casi.  Secondo le previsioni nella giornata di domenica è attesa anche la neve sul versante orientale, a ridosso dell'Appennino. Le precipitazioni sono previste fino a 600 metri di quota. Temperature in diminuzione.

Oltre che sull'Umbria e su parte della Toscana, l'allerta arancione riguarda anche  Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna. Valutata, inoltre, allerta gialla su Abruzzo e Sicilia, su gran parte del Molise, su parte della Basilicata e su restanti territori di Toscana, Marche, Lazio, Campania, Calabria e Sardegna.

Intanto sabato mattina è stato convocato con urgenza dal Prefetto di Perugia, Armando Gradone, un vertice nel Centro di protezione civile regionale di Foligno, la riunione del Centro Coordinamento Soccorsi. Erano presenti, informa una nota della Regione, oltre allo stesso prefetto, l’assessore regionale alla Protezione Civile Enrico Melasecche, la presidente della Provincia di Perugia, Stefania Proietti, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, Forze armate e dei vigili del fuoco, il direttore di Arpa Umbria, i rappresentanti del 118, di Abas ed Enel, le strutture di protezione civile della Regione. Già da venerdì era stato attivato il piano di laminazione dinamica della diga di Corbara, con l’avvio di uno svaso preventivo che consenta di avere maggiore possibilità di accumulare le acque provenienti sia dal Tevere che dal Chiascio, a seconda di dove ci sarà maggiore necessità in base all’andamento delle piene. Segnalati, nel corso della notte e della mattinata, allagamenti a Gualdo Cattaneo, alberi abbattuti a Todi e Gubbio, smottamenti a Fontignano e Paciano.

Per il maltempo nel Folignate, due le situazioni tenute in particolare attenzione: corsi d’acqua e situazione allagamenti. Nel primo caso un costante monitoraggio dei corsi d’acqua primari e secondari del territorio ha visto concentrare una particolare attenzione sul fiume topino con riferimento, soprattutto, al tratto urbano. Come da prassi sono stati chiusi gli accessi all’area rivierasca così da evitare rischi potenziali per pedoni e ciclisti. Monitorato anche il tratto che interessa in ponte di Scanzano con accesso interdetto alla strada dal lato San Giovanni Profiamma. E proprio in quest’ultima frazione del Comune di Foligno c’è una certa apprensione per alcune abitazioni che si trovano in prossimità del corso d’acqua e che in passato hanno vissuto un temporaneo isolamento conseguente la rottura degli argini del topino dovuta alle consistenti precipitazioni. Segnalato a Gualdo Cattaneo l’allagamento degli scantinati di sette case dove sono intervenuti i vigili del fuoco.
A Spoleto, invece, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare un passaggio carrabile sul torrente Tessino che serve per raggiungere alcune abitazioni. Sul posto anche il Gruppo operativo speciale movimento terra dela comando provinciale.

Polemica sul caso scuole.  Scuola in presenza in Umbria ha diffidato i prefetti di Perugia e Terni con la «possibile estensione futura del provvedimento». Contestata, soprattutto, la tempista sulle ordinanze, arrivate in tarda serata quando da metà pomeriggio si conosceva la previsione di allerta arancione da parte della Protezione civile. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA