Allergie, allerta per 50mila umbri

Allergie, allerta per 50mila umbri
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Lunedì 31 Maggio 2021, 07:44 - Ultimo aggiornamento: 16:43

PERUGIA - Tosse e starnuti, tornano le allergie con l’allerta per circa 50mila umbri per colpa delle spore vegetali che sono segnalate in concentrazioni elevate sia nel ternano che nel perugino: l’attenzione va sui pollini di faggio, castagno e quercia, con forti incrementi per quello che riguarda le graminacee, frassino, ulivo, paretaria e ortica. Tutta colpa del caldo improvviso. Ed è caccia agli antistaminici e alle cure mediche, con le centraline dell’Arpa tornano a segnare rosso a causa delle temperature quasi estive e di molta umidità nell’aria, con l’ultimo bollettino di monitoraggio che non lascia dubbi. Il monitoraggio è costante con i tecnici dell’Agenzia di protezione ambientale che si dicono convinti “che la variabilità meteorologica, che si è riflessa sul volo pollinico con un andamento altalenante delle concentrazioni, tuttavia in tutta la regione si attestano su livelli medio-alti i pollini di graminaceae e fagaceae, le oleaceae e le urticaceae invece rimangono ancora su livelli medio-bassi. Le spore di alternaria, favorite dal clima caldo umido sono presenti con valori medi di concentrazione nel ternano, bassi nel perugino. Per la prossima settimana si prevede un aumento di alternaria e delle specie polliniche primaverili già presenti, in particolare di urticaceae e oleaceae”. Intanto, scatta un altro allarme, quello dell’inquinamento dell’aria. Da oggi e fino a domani sempre l’Arpa prevede un incremento della presenza di ozono nell’aria a partire dalle zone dell’eugubino fino ad arrivare al ternato. Ma per domani il gas inquinante, secondo le previsioni, dovrebbe comparire in molti centri urbani della regione, mettendo sul chi va là i cittadini chiamati a non frequentare, nelle ore più calde, parchi e aree verdi, là dove l’ozono si concentra più facilmente. Ma per ora sono i polini ad attirare l’attenzione. I sintomi sono sempre gli stessi molti riconducibili a quelli asmatici e in tanti sono preoccupati sul da farsi. «Il 20 per cento della popolazione riferisce sintomi respiratori riconducibili ai pollini, riniti e asma allergica – dice il dottor Stefano Laureti, medico di medicina generale - Queste forme sono per la maggior parte lievi come congiuntiviti e riniti. I pazienti, che siano bambini o adulti, che si curano per le loro condizioni allergiche non devono sospendere le loro terapie, riducendo così i sintomi e non farli confondere, in parte, con il Covid. Il paziente allergico può uscire di casa, come tutti ma deve stare più cauto a frequentare i luoghi all’aperto, nel verde». Riniti e difficoltà respiratorie a suon di antistaminici, quindi, con gli esperti che si dicono convinti che negli ultimi anni nella nostra regione ci sia stato “un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali.

Nel frattempo, si scopre che la metà degli umbri allergici soffre sul posto di lavoro o di studio. Lo dice un'indagine Gfk-Eurisko. Una condizione che farebbe scendere del 30% la capacità produttiva di chi, durante il giorno, deve combattere con congestione nasale, prurito e starnuti. Ma poco c’è da fare contro gli allergeni, se non un’attenta prevenzione. E una cura immediata per evitare ricadute e il peggioramento dei sintomi. Il boom si è registrato soprattutto per le specie a fioritura precoce (da gennaio a marzo), come betulla, nocciolo, carpino, ma anche di altre piante, come l'ambrosia.

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