Francesco, lo studente modello del liceo Donatelli di Terni premiato dal presidente Mattarella

Francesco, lo studente modello del liceo Donatelli di Terni premiato dal presidente Mattarella
di Lucilla Piccioni
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 23:22 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 00:15

«Lavoro fa rima con divertimento». Un'accoppiata che sembra una dissonanza, ma per Francesco Barcherini non ci sono dubbi è proprio così. Il giovane studente ternano diplomato a luglio al liceo scientifico Donatelli, è uno degli Alfieri del Lavoro, uno dei venticinque studenti migliori d'Italia, che sono stati premiati dal presidente Sergio Matterella al Quirinale. Ma come ha fatto a meritarsi un riconoscimento così importante? Così prestigioso?
Le scuole delle varie regioni d'Italia inviano le candidature, gli studenti per essere proposti devono aver ottenuto la maturità con il massimo dei voti, nel caso di Francesco c'è stata anche la lode, e devono aver ottenuto medie da favola nei cinque anni di superiori. Ed anche qui lo studente ternano ha sbancato perché la sua media sfiora di poco il dieci : ha 9,97. Bravo davvero, ma quello che colpisce quando lo si sente parlare del proprio corso di studi, della propria preparazione è che tutto è animato da un entusiasmo travolgente.

La passione.«A scuola ho imparato anche l'entusiasmo e la passione», dice con grande semplicità come fosse roba di tutti i giorni. E se gli si chiede di approfondire il concetto ecco quello che risponde. «Si può pensare al proprio lavoro in due modi: come qualcosa che ti permette di vivere, di avere uno stipendio grazie al quale fai viaggi e vacanze che ti aiutano a superare lo stress del lavoro, oppure coniugare lavoro e divertimento in modo tale che lo stress non arrivi, non hai bisogno di staccare perché stai bene lavorando, ti piace, ti diverti, è la tua passione. Ed io scelgo la seconda opzione, così come facevo con la scuola quando ero alle superiori, studio uguale divertimento, non certo noia o costrizione, ma scoperta, gusto per capire cose nuove». Francesco Barcherini è abituato ai premi durante i cinque anni al Donatelli ha partecipato alle olimpiadi di Fisica, ad altre competizioni ed ha sempre conquistato il podio. Ma al Quirinale è stato diverso.

«Il premio come Alfiere del Lavoro mi ha fatto sentire lo Stato più vicino, in realtà dopo tante belle parole sui giovani di concreto non vedo nulla, ieri al Quirinale mi sentivo, forse per la prima volta, parte di un tutto». Oggi lo studente ternano è iscritto alla facoltà di ingegneria informatica al Sant'Anna di Pisa. Quando ha capito che quella sarebbe stata la propria strada? «Con la scuola abbiamo fatto un progetto in cui abbiamo realizzato un robottino, li ho capito che il mondo dell'automazione, dell'interazione uomo macchina mi affascina. E' stato importantissimo fare quell'esperienza e credo che le scuole debbano puntare anche su queste alternanze con il mondo del lavoro. Credo che la formazione di base sia importantissima italiano, matematica hanno concorso a creare la mia persona, ma bisogna far capire agli studenti cosa offre il mondo del lavoro, il mercato, cosa esiste dietro alle porte della classe del liceo. Ed io ho avuto anche questo oltre ad avere la fortuna di essere guidato da insegnanti super. Ora la sfida è tutta mia, da qui devo andare da solo».

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