A Carsulae, Alessandro Baricco racconta il futuro all'Umbria Green Festival

Baricco e Zepparelli durante l'incontro a Carsulae
di Daniele Sorvillo
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Venerdì 10 Settembre 2021, 14:00 - Ultimo aggiornamento: 14:02

Dopo l’inaugurazione dello scorso 26 agosto, e due settimane ricche di incontri e di eventi significativi, distribuiti tra diverse località umbre (da Assisi ad Avigliano Umbro, a Deruta e Montecastello di Vibio, fino a Narni, Perugia, Spoleto e Terni), entra nel vivo il programma dell’Umbria Green Festival, edizione 2021, rassegna capace di coniugare la valorizzazione della cultura con le tematiche legate al rispetto per l’ambiente, la sostenibilità e la tutela del territorio, nella prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita almeno non inferiore a quella attuale. T

ra gli incontri, sempre aperti alla presenza del pubblico ma ovviamente nel pieno rispetto delle norme di prevenzione anti covid-19 (green pass obbligatorio per accedere agli eventi), particolarmente atteso è stato quello con lo scrittore torinese Alessandro Baricco che, mercoledì 8 settembre, nel suggestivo scenario del Teatro Romano di Carsulae, è stato protagonista di un interessante “Dialogo sulla natura”, conversazione-intervista condotta da Daniele Zepparelli, direttore artistico della manifestazione e presidente dell’Associazione Culturale De Rerum Natura, che ha stimolato lo scrittore in un confronto sul tema del conflitto tra uomo e natura. Parte da qui il dialogo-intervista tra Zepparelli e Baricco, uno degli intellettuali più significativi del panorama letterario italiano e autore, tra l’altro, di "The Game", saggio del 2018 sulla cultura digitale e le sue rivoluzioni. «Intorno alla questione della relazione tra uomo e natura – ha sostenuto Baricco - credo che, nonostante gli allarmismi di oggi, non sia una tragedia quella ci aspetta ma invece una grande e straordinaria rivoluzione. Per l’umanità di oggi il futuro è irresistibile: siamo troppo curiosi di scoprire il nostro domani da lasciarci morire. Sarà questa curiosità che ci consentirà di rischiare di nuovo e che ci porterà a scoprire come possiamo continuare a percorrere ancora il nostro viaggio su questo pianeta».

Ad accogliere Baricco a Terni, oltre a Daniele Zepparelli, c’era anche Maurizio Cecconelli, assessore alla cultura del Comune: «Per la nostra amministrazione è fondamentale sostenere un evento come l’Umbria Green Festival che, nel corso degli anni, ha favorito un evidente aumento della sensibilità intorno ai temi dello sviluppo sostenibile, grazie allo strumento fondamentale della cultura a tutto campo, umanistica e scientifica, per coinvolgere il grande pubblico. Ogni anno poi si alza sempre più l’asticella della qualità, come dimostrano i prestigiosi nomi che si alterneranno nei numerosi eventi promossi dal Festival». Se è vero che la bellezza della natura, la sua armoniosità, matematicamente ed esteticamente perfetta, sono il segreto per decifrare e comprendere l’universo, è possibile mettere in equilibrio il rapporto tra verità e bellezza? «La storia della relazione tra uomo e natura è complessa e lunga nel tempo, fatta di avvicinamenti e allontanamenti. Negli ultimi anni, però, è innegabile che il tipo di progresso messo in atto dall’umanità abbia prodotto miracoli tecnologici legati ad uno sfruttamento distruttivo del pianeta». Può la cultura invertire questa tendenza? «La letteratura, ormai ai margini della cultura diffusa, assolutamente no – continua Baricco – ma invece le narrazioni, come ad esempio quella di Greta Thunberg, hanno avuto ed avranno un impatto fondamentale sulla mentalità collettiva, insieme con il massiccio cambiamento degli strumenti di uso quotidiano: sono gli oggetti d’uso, con il loro immediato funzionamento, a determinare i più grandi cambiamenti nei comportamenti dell’umanità». Ma, continua Baricco rispondendo agli spunti di riflessione proposti da Zepparelli, non bisogna avere fiducia in un nuovo rapporto equilibrato tra uomo e natura: tutto ciò che umano è quasi sempre asimmetrico e disarmonico e sarà così sempre. Tornare al passato è utopico e irrealizzabile: non solo non si torna indietro ma nemmeno sarebbe utile. Siamo una società raffinata, immensamente più progredita di quelle precedenti. Guidati da un senso di nostalgia per una ritrovata prossimità con la natura, conclude lo scrittore, gli uomini sapranno ritrovare un nuovo modo di rapportarsi con la Natura, per evitare la propria autodistruzione, con strumenti tecnologi che oggi non possiamo nemmeno immaginare ma che saranno creati domani. Non è mancata infine anche una riflessione sulla scuola che, dopo le difficoltà riscontrate durante la pandemia, è pronta a ripartire in presenza, il prossimo 13 settembre: «Davvero è fondamentale rieducare i ragazzi – ho chiosato Baricco – ripartendo dalla scuola, con un lavoro lungo nel tempo, che avrà bisogno di metodologie e logiche diverse dal passato».

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