«Televisiva»: da Silvio Berlusconi a Rocco Casalino, una mostra sulla tv degli anni Novanta

Giovedì 6 Febbraio 2020
Da Wendy Windham attorniata dai microfoni in una finta conferenza stampa a Giucas Casella che impone le mani verso l’obiettivo, da un messaggio alla nazione di Silvio Berlusconi nella cornice del piccolo schermo a Rocco Casalino nel giardino della casa del Grande Fratello: c’è questo e molto altro in «Televisiva», la mostra del fotografo Stefano De Luigi curata da Giusi Affronti e inaugurata ieri all’Other Size Gallery di Milano (via Maffei, 1 – ingresso libero fino al 10 aprile).

Trentadue scatti in bianco e nero ripercorrono l’Italia degli anni Novanta attraverso il mezzo che forse più di tutti ha avuto un impatto sul nostro Paese: la televisione. «Nel 1994 lavoravo in Francia, - spiega De Luigi, quattro volte vincitore del World Press Photo. – In quel periodo i sondaggi preelettorali iniziavano a indicare Silvio Berlusconi in vantaggio e così mi è stato chiesto di tornare in Italia per spiegare il fenomeno ai lettori francesi. Ho subito pensato che immortalare ciò che accadeva in televisione potesse essere un’idea efficace».

I grandi show Rai e Mediaset, ma anche gli studi di piccole tv private: De Luigi raccoglie una serie di ritratti di addetti ai lavori, conduttori e starlette di trasmissioni emblematiche del tempo, prime fra tutte «i Cervelloni, condotto da Paolo Bonolis, e le due navi-scuola dei grandi gruppi televisivi, Domenica In e Buona Domenica».

Se in Francia verranno pubblicate poi solo le foto relative al 1994, anno dell’effettiva ascesa di Berlusconi, De Luigi decide di portare avanti il suo progetto fino al 2000, ovvero alla messa in onda della prima edizione del Grande Fratello. «Mi ero reso conto della potenza del linguaggio televisivo e di come l’efficacia del Cavaliere vi fosse strettamente legata. Ho continuato a produrre materiale, senza mai pensare di venderlo: ora, a distanza di 25 anni, mi sono chiesto se potesse rappresentare una fotografia dell’Italia di quel tempo e se ci fosse un legame con l’attuale situazione», rivela l’artista, che aggiunge: «Credo ci sia un filo logico tra ciò che noi italiani abbiamo visto sul piccolo schermo, compresi i modelli comportamentali che ci venivano proposti, e come ci troviamo ad agire oggi: c’è stata sicuramente una traslazione, dalla tv alla società».

Se allo spettatore ogni foto, ogni dettaglio, ogni viso innesca subito un’immediata caccia al ricordo, non è quindi l’effetto nostalgia l’obiettivo di De Luigi, il cui lavoro si conclude con l’avvento del primo grande reality: «Con il Grande Fratello la televisione non separa più il corpo degli spettatori da quello degli addetti ai lavori. Il pubblico è diventato protagonista e ha scavalcato quel muro: dopo quello non sapevo più che fare».
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