Stasera in tv, sabato 14 agosto su Rete 4 «Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto»

Stasera in tv, sabato 14 agosto su Rete 4 «Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto»
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Sabato 14 Agosto 2021, 12:51

Stasera in tv, sabato 14 agosto, andrà in onda su Rete 4 alle 21:29 il film «Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto» del 1974. Nono lungometraggio diretto dalla regista italiana Lina Wertmüller. Tra i protagonisti Mariangela Melato, Giancarlo Giannini e Riccardo Salvino.

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La trama

Raffaella Pavone Lanzetti, interpretata da Mariangela Melato, una ricca borghese anticomunista, passa le sue vacanze su uno yacht in mezzo al mar Mediterraneo assieme ai suoi ricchi e viziati amici. Durante la crociera non fa altro che rimarcare il proprio elevato rango sociale, umiliando i suoi sottoposti, tra cui Gennarino Carunchio, interpretato da Giancarlo Giannini, rozzo marinaio siciliano comunista, che nutre sentimenti di insofferenza e disprezzo verso i ricchi turisti, ma che deve suo malgrado servire per sopravvivere. Gennarino si ritrova a dover soddisfare le richieste della donna, fino a che, per un guasto al motore di un gommone, i due si ritroveranno soli in mare aperto. Approdati su un'isola deserta, i ruoli si invertono e la Pavone Lanzetti diventerà, giocoforza, schiava del marinaio, che sfoga su di lei antiche frustrazioni sociali e sessuali, facendo nascere una forte passione tra i due.

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Curiosità

«Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto» è stato accolto con recensioni divisive ma in gran parte positive, conquistando anche il 'National Board of Review of Motion Pictures Award' del 1975 come il miglior film straniero.

Alla fine del film, deluso e ubriaco, Gennarino si rivolge al mare, dicendo: «Mare traditore, che mi fosti amico un tempo e poi mi camminasti sopra il cuore». Con queste parole la regista Lina Wertmüller mette in bocca all'incolto e rozzo Gennarino una parafrasi dei versi finali del famoso Epodo di Strasburgo, poesia della lirica greca arcaica, attribuita ad Archiloco o ad Ipponatte, nella traduzione di Salvatore Quasimodo.

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