Stasera in Tv su Rai3 “Sissi – Il destino di una imperatrice”: trama e differenze tra film e realtà

Stasera in Tv su Rai3 Sissi Il destino di una imperatrice
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Rai 3 stasera in tv propone “Sissi – Il destino di una imperatrice”, dramma a sfondo storico del 1958 di Ernst Marischka con Romy Schneider e Karlheinz Böhm. 

Trama

Continuiamo a seguire le vicissitudini dell’imperatrice d’Austria Sissi (Romy Schneider) che tra i molti doveri e i ben pochi piaceri dell’onerosa carica trova nel viaggiare una sorta di sollievo, seppur momentaneo, alle troppe responsabilità. Tra le sue tappe europee dell’Imperatrice c’è anche l’Ungheria, patria del conte Andrássy (Walter Reyer), innamorato della reggente, che cerca in Sissi un supporto per dare stabilità alla sua nazione. A corte invece le cose non funzionano come dovrebbero, Frantz (Karlheinz Böhm) troppo occupato con la politica e gli oneri di monarca, lascia che la rigorosa e invadente madre interferisca nella vita della coppia e imponga le sue idee sull’educazione della figlia Giselle, sino a che le cose non precipiteranno con Sissi che si scoprirà malata di tubercolosi. Alla malattia seguirà una forte depressione che terrà lontana Sissi dalla vita di corte per molto tempo, una situazione che potrebbe divenire irreparabile se non fosse per l’intervento dell’energica Ludovica (Magda Schneider), madre dell’Imperatrice che con il suo carattere forte e un contagioso ottimismo riporterà la figlia a godere dei piaceri della vita. Sissi si ritroverà così in viaggio con il marito diretta in Italia dove la coppia di sovrani incontrerà l’ostilità del popolo insorto contro la sovranità austriaca e dove Sissi potrà finalmente riabracciare la sua piccola Giselle.

Tra film e realtà

Il film si allontana molto dalla realtà storica. Mostra un Francesco Giuseppe che continua a essere sobillato dalla madre che detiene il controllo sulla figlia, Sofia. In realtà, la piccola morirà proprio in questo periodo lasciando una sorellina di poco più giovane di lei, Gisella, alla quale pochi mesi dopo si aggiungerà il sospirato erede maschio, l’arciduca Rodolfo. Quando a Sissi viene diagnosticata la malattia Francesco Giuseppe le suggerisce di recarsi proprio a Trieste e Venezia, parte dell’impero, e solo un successivo peggioramento di Sissi farà decidere alla stessa imperatrice di partire per i ben più caldi climi di Madera e Corfù. Dovuti in buona parte alla depressione, i malanni di Sissi trarranno giovamento dalla lontananza dalla rigida corte di Vienna: molta indignazione susciteranno immagini dell’imperatrice intenta a divertirsi, mentre nella capitale il popolo e i nobili la credono in punto di morte. È sempre irrealistico quando descrive un plauso festante all’imperatrice al momento dell’incontro amoroso tra Sissi e sua figlia in Piazza San Marco, applauso che invece non ci fu, se non tra il seguito austriaco della sovrana. Il film, anche se è austriaco, è abbastanza onesto nel descrivere l’accoglienza glaciale che i sovrani ricevettero nel loro viaggio. A Milano, nel ricevimento indetto per la nobiltà, gli aristocratici lombardi mandarono effettivamente al loro posto, in segno di disprezzo, i propri servi; al concerto alla Scala fu intonato il “Va, pensiero” di Giuseppe Verdi che allora era l’inno dei patrioti italiani. Invece a Venezia, città che ricordava ancora il duro assedio, la fame e i bombardamenti subiti nel 1849, il corteo dei navigli reali fu accolto nella più assoluta e ostentata indifferenza: tutte le finestre furono sprangate, nessun abitante si mostrò per le calli ed i ponti ed il corteo proseguì in una atmosfera surreale con un silenzio glaciale che, come disse l’imperatore, “uccideva più di una pallottola”.

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Venerdì 11 Giugno 2021, 12:14
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