Stasera in tv, lunedì 16 agosto su Italia 1 «Attila flagello di Dio»: curiosità e trama del film con Diego Abatantuono

Stasera in tv, lunedì 16 agosto su Italia 1 «Attila flagello di Dio»: curiosità e trama del film con Diego Abatantuono
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Lunedì 16 Agosto 2021, 13:47

Stasera in tv, lunedì 16 agosto, andrà in onda su Italia 1 alle 23:26 il film «Attila flagello di Dio» del 1982. Settimo lungometraggio diretto dai registi italiani Castellano e Pipolo. Tra i protagonisti Angelo Infanti, Diego Abatantuono e Rita Rusić.

Appartenente al cosiddetto filone trash del cinema degli anni 1980, il film fu stroncato dalla critica ma negli anni successivi si sarebbe rivelato molto amato dal pubblico, al punto da diventare oggetto di interesse da parte di collezionisti e appassionati del genere.

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La trama

Un accampamento di barbari a Segrate, nel nord Italia, mentre gli uomini sono a caccia viene saccheggiato e derubato di tutte le donne dai Romani. Attila, interpretato da Diego Abatantuono, capo dei barbari, decide per vendetta, di partire per Roma al fine di conquistarla. Intanto Urilia, interpretata da Rita Rusic, una delle donne barbare catturate, riesce a fuggire e a ricongiungersi con Attila. I barbari saranno sconfitti, ma l'amore tra i due trionferà.

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Curiosità

Il film è stato interamente girato in Italia, nel Lazio. La prima scena del film è stata girata nella caldara di Manziana. Altre scene, invece, sono state girate nel castello dell'Abbadia di Vulci, all'anfiteatro romano di Ferento, vicino alla Torre Flavia a Ladispoli, ma anche nei pressi dell'acquedotto dei Quintili e della Torre Selce nel parco archeologico dell'Appia Antica di Roma.

La colonna sonora del film è composta da Franco Mussida e Franz Di Cioccio della PFM. La band si è avvalsa della collaborazione di Alberto Fortis nel brano «La maga» e di Rossana Casale nel brano «Canto della sirena», oltre che di tutta la PFM alla quale viene accreditato il brano «La battaglia». La canzone cantata da Uraia e dalle altre donne barbare nei campi da coltivare, prima che arrivino i romani a rapirle, è una parodia della canzone «Mamma mia dammi cento lire» de Le Mondine.

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