Su Rai1 sabato alle 22.50 “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma” di Giulio Base, la Shoah vista dai ragazzi

Sabato 6 Febbraio 2021
Su Rai1 sabato alle 22.50 “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma” di Giulio Base, la Shoah vista dai ragazzi

Dopo aver ritrovato una lettera contenente la fotografia ingiallita di una bambina, un gruppo di studenti cerca di svelare il mistero che si cela dietro quell'immagine. I ragazzi affrontano così un viaggio attraverso il ricordo di un passato doloroso e difficile da dimenticare come quello del rastrellamento del quartiere ebraico di Roma, il 16 ottobre del '43. Va in onda sabato 6 febbraio alle 22.50 su Rai1 (e sempre disponibile su RaiPlay)  il film Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma di Giulio Base, una produzione Altre Storie e Clipper Media con Rai Cinema, girato a Roma tra il quartiere ebraico, il lungotevere e l’Isola Tiberina. Il film, che ha ricevuto il patrocinio della Comunità Ebraica di Roma, racconta la storia della Shoah attraverso la ricerca della verità da parte di un gruppo di ragazzi, una strada innovativa di racconto che vuole coinvolgere proprio le nuove generazioni nela memoria della Shoah.

Pur appartenendo a confessioni religiose diverse, i ragazzi provano a trasformare questa ricerca nell'occasione per una riflessione collettiva. Nel cast ci sono Bianca Panconi, Emma Matilda Lió, Daniele Rampello, Irene Vetere, Francesco Rodrigo, Marco Todisco, Aurora Cancian, Alessandra Celi, con la partecipazione di Lucia Zotti e di Domenico Fortunato e un cameo di Giulio Base. Il film, scritto da Giulio Base insieme a Israel Cesare Moscati, regista e sceneggiatore recentemente scomparso e da Marco Beretta, ha le musiche originali di Pietro Freddi, a cui si aggiunge la canzone Tutto quello che un uomo di Sergio Cammariere. «Della Shoah non si parlerà mai abbastanza - dice Giulio Base - Quando poi lo si fa rivolgendosi ai più giovani, coltivando la memoria come fosse un giardino da non lasciare mai privo di cure, ciò vale ancor più. In questa storia vive non solo un teen drama, un intreccio adolescenziale. Non è la pietà per le vittime dello sterminio, che pure è presente, ad animare il plot, ma la ricerca di quel che accadde, la voglia di sapere e di capire».

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