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Maradona, il figlio non riconosciuto Santiago Lara a Live non è la D'Urso: «Chiedo il test Dna»

Domenica 20 Dicembre 2020 di Eva Carducci
Maradona, il figlio non riconosciuto Santiago Lara a Live non è la D'Urso: «Chiedo il test Dna»

Sua madre prima di morire disse che il padre di Santiago era Diego Armando Maradona. Il figlio illegittimo, non riconosciuto, di Maradona arriva in studio direttamente dall'Argentina: «Siamo in corso di giudizio per il cognome paterno, quello di Maradona, un processo iniziato nel 2004. Sono convinto che mio padre sia Diego Armando» la richiesta arriva anche da un'altra figlia illegittima che si è fatta avanti anche lei per un riconoscimento postumo, un momento delicato per i figli legittimi che non vogliono invece riesumare il corpo. 

«Mia madre lavorava come modella, per cinque anni ha avuto una relazione con Maradona, un amico comune li ha presentati. In questa relazione a intermittenza negli ultimi due anni, quando mia madre si è ammalata di cancro non poteva più fare avanti e indietro da lui a Buenos Aires. Ho perso mia mamma che avevo tre anni, lei è morta che ne aveva una ventina. Quando avevo un anno e mezzo mia madre ha detto a mio padre adottivo, quello che mi ha dato il cognome, Lara, che il mio vero padre era Maradona. Io ho conosciuto Diego Armando Maradona in un albergo di Palermo, e lui già sapeva che ero suo figlio. Si è incaricato di tutto quando sono nato, delle cure in un ospedale privato per mia madre in particolar modo» la dichiarazione del ragazzo in studio dalla D'Urso. 

«Avevo un'esposizione mediatica, anche non desiderata, e a quindici anni ho iniziato a lottare. Sono anni che rivendico la paternità di mio padre, non solo ora. Da piccolo mi sono dovuto trasferire perché tutti mi additavano per strada, non capivo bene tutto ciò. Non voglio riesumare la salma di Diego Armando, ma il mio avvocato mi ha fatto pensare che la giustizia in Argentina è effimera, e che non ci si può sempre fidare. Il mio avvocato ha proposto per questo la riesumazione ma io non la voglio, non voglio sapere più nulla di questo. Adesso voglio aspettare che la giustizia faccia il suo corso, non voglio neanche prendere il DNA prelevato dopo l'autopsia. Se devo dipendere dalla giustizia dell'Argentina non so, è successo che certe cose vengano modificate da chi ha il potere nel mio Paese, ma continuerò a lottare. Ho un sogno comunque, conoscere Diego Armando Junior, che ha avuto l'opportunità di conoscerlo». 

La risposta a questo punto arriva direttamente da Diego Armando Junior: «Finché sono vivo la salma di mio padre non si tocca. Se dal DNA prelevato prima della sua morte si saprà che è mio fratello non ho problemi, come non ne ho mai avuti con gli altri».

 

Ultimo aggiornamento: 23:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA