Sanremo, quanto è finto il bacio del potere

di Concita Borrelli
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Domenica 9 Febbraio 2020, 02:39

1993: Benigni bacia Baudo sul palco di Sanremo. Davanti al rifiuto del conduttore, Benigni lo rincorre per tutto lo studio, fino ad acchiapparlo, atterrarlo, baciarlo per poi concludere: «La cosa più schifosa dopo Craxi e De Mita». Aristofane: nel proporsi liberi da ogni convenzione, i personaggi tendono a esprimere anche una certa bestialità. Rappresentare in scena questo aspetto dell’animo umano significa innanzitutto portare in evidenza l’inesprimibile. 2004: Fiorello bacia Del Noce, l’allora direttore di Rai1. Fiorello la sa lunga, Del Noce non disdegna. Lo rifaranno due giorni fa reincontrandosi causalmente nello stesso albergo a Sanremo.

2020: Rosario bacia Tiziano. Li chiamiamo per nome. Rosario e Tiziano. Duettano sulle note di Finalmente tu. Sanno guardarsi con intensità. Sono provati e in quello sguardo rivedono il film di tutta una giornata di fatica inaudita. Rabbia insospettabile. Furore per un # di troppo. Eppure, la canzone al termine, le bocche prossime. Scatta il bacio. A noi è sembrato che Tiziano abbia osato per primo eppure dirà a Rosario «Non dirmi che l’hai fatto, Fiorello!». Dobbiamo crederci? Era tensione che si scioglieva o propaganda di distensione? Il bacio tra il leader dell’Unione sovietica Leo Brezhnev e il presidente della Repubblica Democratica Tedesca Erich Honecker c’è stato veramente e fu immortalato dal fotografo Regis Bossu nel 1979, durante il 30° anniversario della Repubblica democratica tedesca della Germania Est. Dieci anni più tardi l’artista sovietico Dmitri Vrubel decise di riprodurre quell’immagine sul lato est del Muro di Berlino, che per anni ha diviso la Germania. Il bacio fraterno socialista un giorno sarà murales sul Casinò di Sanremo.

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