Sanremo 2021, pagelle terza serata: Achille Lauro divino (10), Ceretti chi? (6), Maneskin-Agnelli da urlo (8)

Sanremo 2021, pagelle terza serata: Achille Lauro divino (10), Ceretti chi? (6), Maneskin-Agnelli da urlo (8)
di Veronica Cursi
4 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Marzo 2021, 21:08 - Ultimo aggiornamento: 5 Marzo, 10:37

Amadeus litiga con la scaletta. I tecnici del suono con le canzoni. La serata delle cover di Sanremo 2021 è un imprevisto continuo. Ci sentiamo un po' tutti come Fiorello che gira come un criceto dentro l'Ariston in cerca di qualcosa. E alla fine, per fortuna, arriva Achille Lauro.

I Negramaro (9) Sanremo, i Negramaro e Dalla: meraviglioso. L'Ariston non poteva dimenticare l'omaggio al folletto bolognese, nato proprio oggi nel 1943 e data che dà il titolo al capolavoro «4 marzo 1943».  Ma anche il gruppo capitanato da Giuliano Sangiorgi è legato a questo giorno: sedici anni fa usciva l'album Mentre Tutto Scorre, che è stato l'inizio di una grande storia. «Bisogna omaggiare la libertà degli autori. E Lucio era il più libero». Il monologo sul pensiero? Perfetto. 

La strumentazione (0) Se non scompare Bugo, a Sanremo 2021 scompare l'audio.  Prima il problema tecnico ad un computer per cui Neffa sembrava cantare sotto la doccia, poi il microfono di Fasma che non funziona e Amadeus che è costretto a interrompere l'esibizione. Ma che è successo?

Sanremo 2021, pagelle look terza serata: la "nuova" Noemi (8), Fedez-Michielin che paura (4)

 

Noemi (5,5) E' un duetto o ognuno va per fatti suoi? Noemi e Neffa vanno fuori tempo per un problema tecnico e il risultato è disastroso. Lei ha una gran voce non c'è che dire e si riprende la scena quando comincia a cantare da sola. Ma ormai la frittata è fatta. Purtroppo.  

Vittoria Ceretti (6)  Bella, elegante, top model internazionale: ma per fare la co-conduttrice del Festival ci vuole qualcosa di più. A soli 22 anni ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Ma quello di Sanremo è tutta un'altra storia. «Scendere le scale di questo palco ha un sapore completamente diverso dalle passerelle». Appunto. Però è l'unica che non fa battute sulla difficoltà di scendere le scale dell'Ariston. Per lei un gioco da ragazze.

Antonella Ferrari (10) L'attrice, madrina dell'Aism (Associazione Italiana Sclerosi), Multipla), porta in scena la battaglia contro la Sla con cui combatte da più 20 anni, con un estratto dal suo spettacolo “Più forte del destino”. Un monologo intenso che termina con un sorriso. «La malattia non deve essere protagonista - dice -  Io non sono la sclerosi, sono Antonella». Applausi. 

Maneskin e Manuel Agnelli (8) Alto tasso erotico, con Damiano e Manuel Agnelli in grande spolvero che trasformano il punk dei CCCP in un rock sensuale e gender fluid.

Ibrahimovic-Mihajlovic (9) Si può essere campioni anche nella vita. E loro ne sono la dimostrazione. La forza dell'amicizia di questi due colossi del calcio è una bella pagina. Sinisa racconta la sua partita più dura, quella contro la malattia e vince. Ancora una volta. 

Achille Lauro-Emma-Monica Guerritore (9) Dio salvi Achille Lauro e noi che ogni sera aspettiamo fino a mezzanotte e mezza per vederlo. Il monologo della strepitosa Monica Guerritore, donna usata «come un bastone per colpire altre donne», ci fa rimpiangere tutti queste mesi passati senza teatro. Lauro che rappresenta una statua greca canta "Penelope" con Emma Marrone.«Il pregiudizio è una prigione. Il giudizio è la condanna. Dio salvi gli incompresi». Lui, di certo, non lo è.  

Lo Stato Sociale (10) Il dolore dei teatri chiusi per la pandemia arriva all'Ariston questa sera con la performance dello Stato Sociale, che ha scelto di interpretare 'Non è per semprè degli Afterhours. Sul palco Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino elencano i nomi di sale di tutta Italia chiuse per sempre o in attesa di riaprire, «con migliaia di live fermi e 10 mila persone che non lavorano più da un anno, ma non sarà per sempre». Standing ovation (meritatissima) dell'orchestra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA