Sanremo 2020, i Pooh rifiutano di tornare all'Ariston: «Abbiamo preso strade diverse»

Mercoledì 15 Gennaio 2020 di Mattia Marzi
Le premesse per il grande ritorno c'erano tutte: da un lato il trentennale della vittoria con Uomini soli, dall'altro le celebrazioni per i settant'anni della storia del Festival, di cui loro - grazie proprio al primo posto nell'edizione del 1990 - sono stati in qualche modo protagonisti. Ma alla fine, nonostante il corteggiamento di Amadeus e della Rai, al Festival di Sanremo 2020 i Pooh non ci saranno: «Se avessimo accettato, avremmo riacceso le speranze dei fan dopo il tour d'addio e creato false aspettative. Non ci sembrava il caso. A malincuore abbiamo detto no», spiega Roby Facchinetti (75), storica voce del gruppo ormai sciolto da più di tre anni. Niente da fare, insomma: se i Pooh non si sono riuniti per Sanremo, difficilmente torneranno a suonare insieme in altre occasioni. D'altronde dopo lo scioglimento del 2016, i vari componenti hanno preso ciascuno una strada diversa. Facchinetti, che nel 2018 si presentò in gara al Festival in coppia con Riccardo Fogli, ha passato gli ultimi mesi a scrivere un musical insieme all'ex compagno di band Stefano D'Orazio: «Siamo in contatto con alcuni produttori, vorremmo portarlo in scena il prima possibile».

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L'ALBUM
Red Canzian ha pubblicato due anni fa l'album Testimone del tempo, mentre Dodi Battaglia (68) è impegnato con il progetto Perle: «Ero il meno favorevole allo scioglimento, ho dovuto accettare la decisione degli altri e imparare a rispettarla», sottolinea il chitarrista. Tra di loro si sentono raramente, dicono. Solo quando si devono confrontare sulle varie operazioni legate al marchio Pooh. È successo, ad esempio, con Le canzoni della nostra vita, collana ideata da Sony e distribuita in edicola che ripercorre la carriera del gruppo (il primo volume, Opera prima, è disponibile dal 10 gennaio, e il 17 sarà la volta di Uomini soli): ogni uscita è arricchita da un fascicolo con foto e interviste in cui i Pooh raccontano aneddoti e curiosità sulla nascita dei brani che li hanno resi celebri. Un modo per far continuare a vivere la loro storia, segnata da successi discografici ma anche da momenti di crisi: dall'uscita dal gruppo del batterista Valerio Negrini (che continuò a collaborare con i Pooh come autore, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013) alla separazione dal produttore Giancarlo Lucariello, passando per l'addio di Riccardo Fogli. «Ogni volta che all'interno del gruppo c'è stata una frattura, ce l'abbiamo messa tutta per andare avanti compatti. E dai momenti di crisi sono nati i nostri lavori migliori», dicono Facchinetti e Battaglia. Un vero addio non ci sarà mai, in realtà: «Abbiamo creato qualcosa che resterà anche quando noi non ci saremo più e rappresentato il simbolo dell'amicizia in musica. Come diciamo in una canzone, si può essere amici per sempre. E anche se le nostre strade adesso hanno preso direzioni diverse, noi continuiamo ad esserlo.
 
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