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Sanremo 2020, il Bignami della serata finale: Diodato vince meritatamente. Ma anche per stanchezza

Sabato 8 Febbraio 2020 di Andrea Andrei
Sanremo 2020, il Bignami della serata finale: Diodato vince meritatamente. Ma anche per stanchezza

Ore 02.30 Diodato vince Sanremo. Raramente una premiazione è stata accolta con tanto entusiasmo. Una palma che sa di liberazione, per tutti. Vittoria meritata per la sua "Fai rumore". E c'è chi dice che sia pure dedicata alla ex Levante. Il Sanremo della guerra finisce nell'amore. Ora possiamo dormire sonni tranquilli.

Ore 02.25 Amadeus prova ad annunciare il Tg1 e l'Ariston, finalmente, si ribella. Allora ci rinuncia e assegna i premi collaterali: Diodato fa doppietta con Premio della Critica e Premio Lucio Dalla. Rancore vince il Premio Sergio Bardotti. Premio Bigazzi a Tosca. Premio TimMusic a Gabbani. Premio Insonnia al Festival tutto.

Ore 02.13 La voce del tenore Vittorio Grigolo ci accompagna dolcemente fra la braccia di Morfeo. Nel frattempo è stato comunicato il terzo classificato: sono i Pinguini Tattici Nucleari. Grigolo fa anche un notevole guizzo rock in un potentissimo medley dei Queen. Standing ovation. Poi con il fiatone rompe l'atmosfera con un altro notevole guizzo di dialettica: «A casa c'è mia madre che piange come un vitello».

Ore 02.01 L'ingresso di Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Massimo Ghini e Paolo Rossi abbigliati come un gruppo anni '80 fa capire chiaramente che la serata deve finire velocemente.

Ore 01.22 Bisogna perdere tempo, come se già non ne avessimo perso abbastanza, e Fiorello si mette a cazzeggiare con l'autotune. È divertente all'inizio, dopo due minuti annoia. Sembra la fine della festa, quando si vorrebbe continuare a ballare ma nessuno ne ha più realmente voglia. Quando si torna a casa?

Ore 01.10 Riki, Junior Cally e Lamborghini chiudono la classifica, Le Vibrazioni restano fuori dal podio per un solo posto. Fischi copiosi, soprattutto per l'ottavo posto ad Achille Lauro. A lottare per il primo posto restano Diodato, Francesco Gabbani e i Pinguini Tattici Nucleari.

Ore 00.50 Elettra Lamborghini canta "Musica e tutto scompare", compresa la scollatura, che fa fatica a contenerla e che alla fine cede e si apre di schianto.

Ore 00.33 Anastasio, versione italica dei Rage Against The Machine. Un po' di sano rock manca talmente tanto a questo Sanremo, che perfino il figlio undicenne di Amadeus si scatena in prima fila.
 

 

Ore 00.26 Biagio Antonacci, con voce a volte incerta, canta a squarciagola "Liberatemi". Un desiderio condiviso da molti.

Ore 00.00 Rita Pavone, ovvero una donna che era una bimba mansueta che cantava "Il ballo del mattone" e che adesso, a 74 anni, canta con la stessa rabbia di un 15enne in un gruppo punk.

Ore 23.50 Fiorello si è già lamentato pubblicamente perché il suo prossimo intervento è all'una. Ma non riesce proprio a stare lontano dallo schermo, perciò escogita un modo per andare in diretta da solo e togliere pure qualche spettatore al Festival. Attiva una diretta Instagram e va dietro le quinte: in pochi secondi lo seguono 100 mila persone. La paura è che se Amadeus dovesse accorgersene, potrebbe andar via come Bugo ieri sera.

Ore 23.44 È un Sanremo scalzo: anche Tosca scende le scale senza scarpe. Mara fa tendenza.

Ore 23.31 Dopo Achille Lauro, Junior Cally sembra un maestro di sobrietà. Manda baci, viene applaudito anche prima dell'esibizione. Chi l'avrebbe mai detto che l'ex pietra dello scandalo del Festival si sarebbe trasformato in una delle sue più solide sicurezze? 

Ore 23.20 Ci mancherà, Achille Lauro. L'unica variabile divertente di questo Festival (Bugo e Morgan a parte, ma lì siamo al puro colpo di teatro) chiude in bellezza proponendo un sapiente travestimento da Elisabetta I, con tanto di perle attaccate sul viso. Con la solita foto insieme a Fiorello se ne va l'unico vero performer di Sanremo 2020.

Achille Lauro, cosa significa il vestito: «Elisabetta I, vergine sposa dell'arte, difensore della libertà»​

Ore 23.10 Nuove molestie da parte degli artisti al pubblico dell'Ariston: il cantante dei Pinguini Tattici Nucleari, Riccardo Zanotti, punta diretto verso la Venier in prima fila, e la bacia. Olè, aggiungiamo anche questo alla lista.
 

 

Ore 22.44 Diletta Leotta toglie la parola ad Amadeus e Sabrina Salerno in nome del diritto di cronaca, per dare la notizia della sconfitta della Juve contro il Verona. Applausi in sala. Poi entra Piero Pelù che dimostra come questa sia la serata in cui le inibizioni vengono meno, con una giacca in stile Sgt. Pepper metallaro e sotto solo il petto nudo con scritte fatte con grafia approssimativa. Poi va tra il pubblico e scippa un'anziana della borsa, portandosela sul palco. La signora però si scatena lo stesso dimostrando grande spirito rock'n'roll.
 
 

Ore 22.30 Tiziano Ferro annuncia: «Fra due settimane avrò 40 anni». E poi si lancia in una lista autocelebrativa di tutto quello che ha imparato finora dalla vita, accompagnando le frasi con espressioni prima corrucciate, poi di pura gioia, poi di nuovo serio. «Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema». Poi minaccia: «Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai», Canta "Alla mia età", applaude da solo durante l'esibizione, fa per interpretare teatralmente ogni strofa come un novello (e malriuscito) Massimo Ranieri. Tiziano ha imparato molto da questi 40 anni, prima di tutto a commuoversi. Ma non a cantare e basta, che è la cosa che meglio gli riesce. Esce di scena con standing ovation, baciando terra, baciando tutti, baciando tutto.

Tiziano Ferro, il monologo della serata finale: «La felicità non è un privilegio, è un diritto»​

Ore 22.20 Torna sul palco Leo Gassmann, con la stessa espressione di paciosa sicurezza di ieri, solo con il premio delle Nuove Proposte in tasca. Ma Amadeus nota che oggi «è molto più rilassato». Canta e abbraccia tutti, il direttore d'orchestra e il direttore artistico: «Grazzzie ragazzzi, grazzzie di cuore».

Ore 22.12 Sul palco si ricostituisce la combriccola degli amici degli anni '80, formata da Sabrina Salerno, Fiorello e Amadeus. I quali ringraziano Claudio Cecchetto. È davvero il festival dell'amicizia. Di pochi.

Ore 22.07 Quello di Diodato resta uno dei brani più convincenti di questo festival.

Ore 21.38 L'incubo si concretizza: Amadeus sale sul palco con la parrucca di Maria De Filippi. Poi lui e Fiorello, euforici, si lanciano in un duetto su "Un mondo d'amore" di Morandi. Non ricordano le parole, ma è l'ultimo giorno e tutto è permesso.

Ore 21.34 Fiorello annuncia che la Rai ha chiesto a lui e ad Amadeus di condurre «il Sanremo bis». Probabilmente sarà unito a questo in una sola, lunga diretta.
 

 

Ore 21.20 È il momento della Mara nazionale, che fa un ingresso nel suo stile e non va per il sottile risolvendo il problema dello scendere le scale togliendosi semplicemente le scarpe. Amadeus le dà le chiavi di Sanremo, senza sapere che lei lì ci vive, e da molto più tempo di lui.

Ore 21.16 E con questa entrata in scena Elodie si candida di diritto a salire sul palco il prossimo anno in veste di conduttrice. Sensualità ed eleganza esagerate. La cosa bella è che canta anche, ma la canzone proprio non convince. E forse è proprio per questo che è candidata alla vittoria.

Le pagelle dei look dell'ultima serata
 

 

La SCALETTA della serata finale

Ore 20.56 La finale comincia con la banda dei Carabinieri. Tutti in piedi per l'inno di Mameli. E che non si dica che non è il festival degli italiani.

Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 13:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA