Mahmood: «Gli attacchi mi fanno ridere. Ultimo? Ha 23 anni...»

Lunedì 11 Febbraio 2019 di Marco Molendini
1

L'italiano vero Mahmood ha 27 anni e un accento milanese, anche se la mamma è sarda e il papà egiziano. La prima volta che partecipò in qualche modo a Sanremo, tra le Nuove Proposte, quattro anni fa (quell'edizione c'erano anche Gabbani, Ermal Meta e Irama), portò un pezzo gradevole che si chiamava Dimentica. La canzone è stata presa alla lettera e Alessandro, questo è il suo nome, ha ricominciato il giro da capo, come nel gioco dell'oca. Solo che stavolta è andata bene, anzi di più: come nessuno si aspettava a cominciare da lui, ovviamente. «Lo sai - dice -roteando i suoi occhi veloci mi fa quasi paura dirlo: ho vinto il sessantanovesimo Festival di Sanremo».

Sanremo 2019, scontro tra giurie e televoto. Mahmood è un caso politico

Non aveva avuto nessun sentore di quello che stava succedendo? 
«Ho capito qualcosa solo sabato pomeriggio, quando mi hanno detto che Soldi era il brano più suonato in radio».

E adesso cosa cambia?
«Spero di avere la certezza di poter vivere con la mia musica. E, intanto, mi metto al lavoro, ora deve uscire il mio disco, un lavoro che abbiamo pianificato ormai da mesi. Poi voglio fare dei concerti, è la cosa che mi diverte di più».

Lo sa che qualcuno non ha preso bene la sua vittoria?
«Mi fanno sorridere. Non ci faccio caso».

Il Festival della canzone italiana vinto da uno che si chiama Mahmood, a qualcuno è suonato strano, a cominciare da Salvini.
«Ma io sono italiano al cento per cento. Nato a Milano e cresciuto ascoltando De Gregori, Lucio Dalla e Battisti, i preferiti di mia madre».

Le radici sono forti e si sentono: la sua musica ha un sapore orientaleggiante, neppure vago.
«La musica araba mi piace molto, mi ricordo mio padre che l'ascoltava e mi è rimasta nella testa. La ascolto sempre. Fa parte delle contaminazioni che amo dove ci sono tante influenze: il trap, l'indie, i cantautori e anche la musica americana. Io lo chiamo Marocco pop».

In Egitto c'è mai stato?
«Due volte, è un paese che adoro, pieno di fermenti. Sarebbe bello poterci andare un giorno a suonare la mia musica».

La canzone Soldi è autobiografica?
«È una storia di una famiglia non tradizionale, è autobiografica nel senso che prende spunti dalla mia vita».

Lei beve champagne sotto il ramadam, come canta?
«Ma quella è una frase che non va presa alla lettera, la uso per dire predichi bene e razzoli male. Anche i soldi di cui parlo, non sono materiali, servono per raccontare come il denaro possa cambiare i rapporti».

È religioso?
«No, non ho nessuna religione».

Quei versi in arabo che funzione hanno?
«Sono parole che ho sentito nella mia infanzia, e ho voluto metterle per dare più forza a quel ricordo».

Ho letto che con suo padre non ha più rapporti, lei vive ancora con sua madre?
«Sì da un po' di tempo sono tornato a vivere con lei, ma voglio prendere di nuovo casa da solo».

Il primo marzo esce il disco, poi ci saranno anche concerti?
«Sicuramente, devo mettere in piedi una band. Ce l'avevo, poi ultimamente ho fatto live, secondo me molto fighi, con un tastierista e i synt».

Ha letto le polemiche attorno alla sua vittoria su Ultimo?
«I gusti musicali sono soggettivi, non posso piacere a tutti. Comunque sono agli inizi della mia carriera, le critiche costruttive le accolgo con piacere».

Che ne pensa della reazione rabbiosa di Ultimo, arrivato secondo?
«Al festival c'è molta tensione in questi giorni, bisogna capire un ragazzo di 23 anni deluso, che ha detto la cosa sbagliata al momento sbagliato».

A Sanremo Giovani, un mese e mezzo fa, aveva vinto con Gioventù bruciata.
«In realtà io avevo pensato di portare a Sanremo giovani proprio Soldi, il pezzo che preferisco. Avevo paura di non passare. Ma mi hanno convinto a fare altrimenti. Ed è andata bene».

Alessandro Mahmoud, segno della vergine, è fidanzato, ma non vuole parlare della sua vita privata. Nel 2012 ha partecipato a X Factor 6 (in squadra con Simona Ventura, fuori dopo tre puntate). Ha già firmato pezzi che sono diventati hit della musica italiana. Ha studiato musica da quando aveva 12 anni. Il primo disco, un ep, che uscirà il primo marzo, si chiama Gioventù bruciata, come la canzone che lo ha portato a vincere Sanremo Giovani. A maggio rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Festival che si svolgerà a Tel Aviv.

 

Ultimo aggiornamento: 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

«Più pulito della barba umana», è la rivincita del manto canino

di Marco Pasqua

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma