SANREMO

Sanremo 2019, Baglioni: «Non sarà un Festival politico». Cocciante ospite della seconda serata

Lunedì 4 Febbraio 2019 di Veronica Cursi
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Tutto pronto per Sanremo 2019. Stasera primo appuntamento di quello che è stato definito un "Festival sovranista". Grandi ospiti, ma tutti italiani o quasi. Eccezion fatta per Tom Walker che duetterà con Marco Mengoni e Luis Fonsi. «Scelta che dipende anche da un problema di costi», spiega Claudio Baglioni. «Alcuni grandi ospiti - spiega la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis - percerpiranno quanto un rimborso spese». E poi ha ribadito: «Nessuno screzio con il direttore artistico, il suo lavoro è di grandissima importanza. Ospiti solo italiani? L'autarchia non c'entra niente. I nostri artisti ormai sono anche ospiti internazionali».
Lo dimostrano i grandi nomi che saranno presenti sul palco dell'Ariston. La prima serata si aprirà con Andrea Bocelli che torna a 25 anni esatti dalla sua prima apparizione. E tra le ultime sorprese Riccardo Cocciante ospite alla seconda serata.

 Il Festival di Sanremo 2019 va in onda su Rai1 il 5, 6, 7, 8 e 9 febbraio 2019. Conducono Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele

«Sarà un Festival molto simile a quello anno scorso - spiega Baglioni -  più che nazional popolare, sarà popolar nazionale perchè ritengo che l'internazionalità sia nel fatto che molti degli artisti italiani sono grandi artisti anche all'estero». E Baglioni promette: «Non sarà un Festival politico».

La giuria d'onore sarà composta dal presidente Mauro Pagani, Ferzan Ozpeteck, Camila Raznovic, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Jo Bastianich.

Attesa per i conduttori. Virginia Raffaele alla sua prima volta è emozionatissima: «Spero di essere all'altezza, l'anno scorso ho fatto 10 minuti quest'anno 25 ore. Per me è un regalo. Imitazioni? Non metterò nessuna maschera, quest'anno Claudio ha voluto proprio me».
Claudio Bisio:
«Sono due mesi che proviamo, mi sento come un'atleta pronto per una gara».«Prometto di essere me stesso. La mia storia la conoscete, ho recitato testi di Pennac, De André, Michele Serra. Se mi avete chiamato è per essere me stesso, con garbo. La mia ultima esperienza in tv, il Saturday Night live, era fatta con il linguaggio degli stand up comedians, anche di turpiloquio, che qui ovviamente non ci può essere» E sulla politica scherza: «Non parlerò di migranti né dei nuovi esami di maturità, ma neppure della Juve e dei rigori non dati».

Quest'anno non ci sarà la dittatura Baglioniana: «Non duetterò con gli ospiti con le mie canzoni - precisa Baglioni - è una cosa già fatta l'anno scorso e oltretutto voluta proprio dai cantanti. Canterò canzoni di altri autori». L'idea di duettare sui brani del suo repertorio «è nata dalla richiesta degli ospiti, ma è già stata realizzata l'anno scorso, dunque non la ripeteremo», spiega Claudio Baglioni in conferenza stampa a Sanremo. Quest'anno «duetterò con gli ospiti sulle loro canzoni o canteremo brani di un repertorio terzo». Inoltre quest'anno «apriremo tre serate con mie canzoni - aggiunge - accarezzando il concetto di kolossal, di teatro totale sul palco dell'Ariston, un pò come è accaduto nei miei concerti: avremo coreografie mutuate dallo show, firmate da Giuliano Peparini, e parte della squadra di ballerini che mi ha seguito nel tour». 

GLI OSPITI La prima serata si aprirà con Andrea Bocelli. L'ultima volta fu nel 1994 quando entusiasmò tutti con un'esibizione al pianoforte de «Il mare calmo della sera», che gli valse il primo posto tra le Nuove Proposte. Sempre al fianco della sua storica casa musicale Sugar, Bocelli ritorna a Sanremo con 90 milioni di copie vendute in tutto il mondo, una stella sulla Walk of Fame, e innumerevoli primati in tutto il mondo.

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La pubblicità
Sanremo 2019 centra già il record della raccolta pubblicitaria, che «viaggia tra i 28 e i 29 milioni, almeno 3 di più dello scorso anno». Ad anticiparlo è la direttrice di Rai1, Teresa De Santis. Parallelamente, «c'è stato un lavoro molto forte di contrazione dei costi. Molti artisti, anche grandi, sono venuti a titolo nominale, a meno dei rimborsi spese», sottolinea ancora. Uno sforzo «in linea con il momento del Paese: è una forma di rispetto degli artisti nel rapportarsi con il resto di un paese che qualche volta soffre e arranca». 
Il consuntivo si traccia alla fine, «nella media del festival storicamente alla fine si recuperano tra 800 mila euro e 1 milione. Dipende da alcune voci che oscillano, da possibili spese in più: Cocciante è una di queste, del resto non potevamo dire di no a Cocciante ospite, sarebbe stata un'immane sciocchezza», spiega ancora de Santis. «La credibilità di Baglioni, la sua capacità artistica di attrarre attenzione è stata straordinaria, tale da assicurare un grandissimo beneficio economico». 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 00:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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