Remo Girone: «Tano nella Piovra avrei potuto non essere io»

Giovedì 4 Luglio 2019
Remo Girone
Tano Cariddi, uno dei personaggi più cattivi e riusciti del mondo delle serie tv italiana, ha rischiato di non avere il volto e l’intensità di un grande attore come Remo Girone che lo interpretò magistralmente. A rivelarlo è lo stesso attore parlando a margine del “Festival della Commedia italiana - La commedia italiana più bella di sempre”, in corso a Formia, in provincia di Latina, sino a domenica 7 luglio.

L’attore, ricordando i 35 anni de “La Piovra”, storica miniserie Rai, con protagonista Michele Placido (il commissario Corrado Cattani), la cui prima puntata andò in onda l’11 marzo del 1984, racconta questo aneddoto: «Io accettai di entrare nella “Piovra”, benché non avessi visto le due miniserie precedenti: sapevo solo che era un enorme successo. Poi l’ho guardata quando sono stato preso, ovviamente. Inizialmente mi avevano proposto un ruolo più lungo del mio, quello di un avvocato che poi moriva. Io invece ho detto: va bene, ma se fosse possibile mi proporrei per quello che non muore». È stato proprio grazie a questa serie tv, in onda dal 1984 al 2001 in dieci stagioni, che Girone (presente dalla terza alla settima e nella decima stagione, mentre nell’ottava appare nella versione ragazzino con il volto di Primo Reggiani) ha ottenuto un grande riconoscimento a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti. Tano era il faccendiere-banchiere Gaetano “Tano” Cariddi, vera mente manovratrice della Piovra, antagonista della saga.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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