Platinette racconta la sua super dieta: «Adesso sto bene, ho deciso di sopravvivere a me stesso»

Platinette: «Adesso sto bene, ho deciso di sopravvivere a me stesso», il racconto della sua dieta dimagrante
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Venerdì 2 Luglio 2021, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 13:06

Mauro Coruzzi, in arte Platinette,  ha raccontato in una intervista ai microfoni dei Lunatici a Radio2 come sta dopo la dieta dimagrante che gli ha consentito di perdere molto peso. «Sostanzialmente non è cambiato nulla. Ancora ricorro al servizio del cibo a domicilio. Ci sono persone che ti portano il cibo a casa h24. È cambiata la disposizione di una testa bacata che tale rimane nei confronti del cibo», ha raccontato l'opinionista tv intervistato ai lunatici.

«Adesso ho deciso di sopravvivere a me stesso, da un po' di mesi a questa parte. All'inizio della pandemia mi è venuta voglia di mangiare meglio. Ho pensato di utilizzare il mio tempo provando ad entrare nella virtù, come prima ero entrato nel vizio. Ho fatto una serie di operazioni dal punto di vista psicanalitico, ho iniziato un percorso, ho iniziato a vedere la cosa cinicamente», ha proseguito Platinette.

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Coruzzi ha quindi raccontato di sentirsi bene dal punto di vista sanitario e di aver ripreso una sua vecchia passione. «Riesco ancora ad ascoltare generi musicali che fino a ieri mi erano totalmente estranei ma soprattutto ho ripreso un'attività che credo sia lodevole, che è quella di cantare nelle ore notturne. Per i miei vicini ho insonorizzato il soggiorno. Mi rendo conto che le povere figliole che abitano nell'appartamento contiguo al mio al mattino possano avere un paio di borse sotto agli occhi», ha spiegato Platinette prima di tornare sul tema dieta e sul perché ha deciso di cambiare vita.

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«Ho calcolato gli anni che avevo davanti a me da vivere, meglio vivere sopravvivendo a se stessi che morire con un panino in gola. Ho pensato che gli anni che mi rimangono da vivere possono essere migliori se posso lavorare, vivere, camminare venti metri senza fermarmi con il fiatone. La spinta - ha raccontato - è stata dettata da un senso di sopravvivenza. Col corpo che avevo prima non potevo permettermi di fare più niente, se non stare su una sedia o al computer e magari farmi alimentare da un sondino»

E sul rapporto col 'mostro', il cibo fuori controllo ha proseguito: «Compro ma non mangio tutto. E non posso mangiarlo il giorno dopo. Ingerisco meno calorie. Anche se amo ancora il cibo spazzatura, così come amo, senza controllo, le prelibatezze della mia terra. Il culatello, il parmigiano, il tortello, però in porzione decenti, così da non uscire con una specie di salvagente attaccato al girovita», ha concluso Mauro Coruzzi.

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