Roma e Parigi all’Opera, ciak a Palazzo Farnese oggi su Rai5 alle 18

L Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi in onda su Rai 5 il 10 aprile
di Simona Antonucci
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Sabato 10 Aprile 2021, 14:20 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 01:54

 Margherita, innamorata, rivolge il suo canto (D’amour l’ardente flamme, da La damnation de Faust di Berlioz) ai dipinti dei Carracci. E nel granaio, immensa sala mai vista, sospesa sopra il soffitto ligneo del Salone d’Ercole, risponde Bizet (La jolie fille de Perth) con l’aria Quand la flamme de l’amour. La Medea di Cherubini, Du trouble affreux, si dispera nel vestibolo, mentre Romeo (Roméo et Juliette di Gounod) dal giardino sogna la sua Giulietta.

 

SINFONIA

Palazzo Farnese è il set del film L’Opera in Ambasciata a Roma e a Parigi in onda su Rai 5 il 10 aprile, alle ore 18. Un concerto “cinematografico” girato tra Palazzo Farnese e l’Hôtel de la Rochefoucauld-Doudeauville a Parigi, “sinfonia” di collaborazione. Le due sedi diplomatiche sono diventate palcoscenico di una nuova stagione lirica e di una cooperazione tra il Teatro dell’Opera di Roma e l’Opéra National de Paris: arie liriche francesi in Italia e compositori italiani in Francia, con i giovani cantanti di “Fabbrica” Young Artist Program del Costanzi e dell’Académie de l’Opéra National de Paris.

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Christian Masset, ambasciatore di Francia 

«La storia di questo palazzo», spiega Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, «è da sempre intrecciata con la musica. Vi si facevano rappresentazioni nel Cinquecento e Puccini ambientò in questa stanza, proprio dove ora c’è la mia scrivania, la scena in cui Tosca uccide Scarpia. Accogliere questo concerto qui è stato un modo di continuare a dare accesso alla cultura anche in quest’anno doloroso. Il Covid ha colpito soprattutto le aspettative delle nuove generazioni». Il progetto è nato il 14 luglio scorso. «Per le celebrazioni francesi, durante la pandemia, avevo chiesto al sovrintendente Fuortes di poter ospitare un piccolo concerto. E mentre i cantanti del Teatro eseguivano gli Inni, abbiamo pensato di dare un seguito alla serata. Ho sempre desiderato che l’Ambasciata rimanesse un luogo aperto, per dare nuovi spiragli alle nostre società e opportunità tra Francia e Italia, unite più che mai in Europa». Il set, nella Galleria dei Carracci, lungo lo Scalone d’Onore o il Salone d’Ercole, ma anche in luoghi inediti come il sottosuolo antico, il granaio «meraviglie di questo edificio che in passato ospitava anche 500 persone e che non smette mai di stupirmi», aggiunge l’ambasciatore Masset, a Roma dal 2017.

REPERTORIO

E mentre le giovani promesse del Teatro dell’Opera, coordinate da Eleonora Pacetti, danno voce ai capolavori del repertorio francese, a Parigi, le musiche di Donizetti, Rossini, Verdi e Bellini risuonano nel Teatro Siciliano e nella grande Sala della Musica dell’Ambasciata d’Italia, con i giovani talenti dell’Académie de l’Opéra National de Paris. «In questo periodo», spiega il sovrintendente Fuortes, «abbiamo pensato di non continuare a fare spettacoli per un pubblico che non c’è. Potendo uscire dal teatro abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso. Un percorso iniziato a giugno in Quirinale, quando il Presidente ha invitato la nostra orchestra per la Festa della Repubblica. In estate abbiamo proseguito al Circo Massimo, poi la Nuvola, il Maxxi e Galleria Borghese. Ma questa iniziativa a Palazzo Farnese è speciale, conferma la ricchezza dei rapporti culturali da sempre esistenti tra Italia e Francia. Mi emoziona osservare che, proprio in questi tempi di sospensione e attesa, la situazione creata dall’emergenza sanitaria abbia intensificato, anziché diradato, i nostri contatti con l’Ambasciata di Francia a Roma e con l’Opéra National de Paris».

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LA STORIA

«La storia tra Italia e Francia è lunga gloriosa. Io ho portato solo una piccola pietra in questa collaborazione che comprende anche le università e la ricerca oltre che la musica», conclude l’ambasciatore Masset, «Siamo in un momento “cerniera” in cui tutti insieme dobbiamo rilanciare i nostri Paesi e sappiamo che non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Tra poco si aprirà la Conferenza per l’Europa, Italia e Francia hanno qualcosa da dire insieme, anche con la musica». 

 

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