SANREMO 2020

Bugo: da Morgan insulti pesanti, non credo resteremo amici

Sabato 8 Febbraio 2020 di Ilaria Ravarino
Bugo: da Morgan insulti pesanti, non credo resteremo amici

Occhiali scuri, collo incassato fra le spalle, il bavero alto della giacca a coprire parte del viso. Dopo una lunga notte di passione, seguita alla clamorosa deflagrazione in diretta del duo sanremese, Bugo ha fornito nel pomeriggio ai giornalisti la sua versione della storia(ccia) che ha portato all’eliminazione della canzone Sincero dal concorso. Accanto a lui, con molta più voglia di parlare, il manager Valerio Soave - per 25 anni manager di Morgan - che ha aperto l’incontro dipingendo l’ex cliente come un artista in preda ai deliri, «una persona che non sta bene», «un talento che ha bisogno di aiuto» e, naturalmente, «di soldi».

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L’origine dei dissapori risalirebbe, secondo Soavi, al 25 gennaio, quando Morgan «mi mandò la richiesta di un pagamento di 55.000 euro, più il controllo dei rimborsi che ci avrebbe dato la Rai e l’ultima parola sugli arrangiamenti della cover e della canzone Sincero. Condizioni vessatorie nei miei confronti, praticamente un ricatto a scopo di estorsione». Da allora, sempre secondo Soavi, la situazione sarebbe precipitata fino ad arrivare al punto di rottura il giorno prima dell’esecuzione della cover di Sergio Endrigo, quando «Morgan ha mandato all’orchestra undici versioni diverse degli arrangiamenti, insuonabili e zeppi di errori armonici. E poi ha detto che ero stato io a sabotarlo». In silenzio, Bugo ascolta immobile il manager che parla al posto suo. Poi, dopo quasi mezz’ora, si decide a parlare. È aggressivo, nervoso. Per niente a suo agio.

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Ha più visto Morgan da ieri?
«No, mai più visto»

Come si sente?
«È una situazione difficile da gestire per me. Ero davvero felice di condividere il festival con Morgan. E la cosa più assurda è che adesso sono qua, a giustificare la mia buona fede nei suoi confronti e la serietà con cui volevo fare questo progetto con lui».

Sapeva che, abbandonando il palco, sarebbe stato eliminato da Sanremo?
«Mentre me ne andavo non ho pensato che mi avrebbero buttato fuori. Non è stata una cazzata per me andarmene, ma mi sentivo vittima di offese dirette. Non potevo restare».

Ma cosa è successo, davvero, con Morgan?
«All’inizio era tutto bellissimo. La canzone era la mia, ma ero certo che Morgan sarebbe intervenuto magnificamente con la sua voce. Ho affidato a lui la scelta della cover perché mi piacciono i suoi gusti. Infatti la canzone di Endrigo era fantastica. Ma presto mi sono accorto che c’era qualcosa che non funzionava, gli arrangiamenti non tornavano. Arrivavo puntuale alle prove della cover, ma non riuscivo nemmeno a capire quale versione della canzone avremmo portato sul palco. Di fatto, quando ci siamo esibiti, non avevo idea di cosa sarebbe successo. E avete visto tutti il risultato. Ero felice dopo quella sera? No». 
 


E poi?
«Ieri sera ero ancora un po’ turbato, ma Morgan lo conosco e non mi lego le cose al dito. Volevo portare a casa il risultato e dimostrare che per me l’amicizia è una cosa forte, che supera le piccole incomprensioni. Morgan è arrivato poco prima dell’inizio dell’esibizione e prima di salire sulla rampa che porta al palco ha cominciato a prendere in giro un ragazzo dell’etichetta Mescal. Gli ho detto basta, dai, andiamo a divertirci, ne parlerete domani. E lui ha cominciato a insultarmi. Pesantemente: sei uno sfigato diceva, ha attaccato anche mia moglie e i miei parenti. Io zitto. Non ho mai replicato a Morgan, non è nel mio stile. Quando ci hanno chiamati sul palco lui è andato avanti e mi ha fatto il gesto di seguirlo. Ma appena ha cominciato a cantare ho capito che stava succedendo qualcosa di strano. Per fortuna ho avuto abbastanza sangue freddo per non fare scenate. Non sapevo come reagire: ho preso un foglio e sono uscito».

Dica la verità: era invidioso di  Morgan?
«La sua fama non l’ho mai messa in dubbio. Per me Morgan resta un figo. Ma non so, non credo, non penso davvero che resteremo amici».

Ultimo aggiornamento: 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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