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Love & Gelato, da Roma a Sorrento: il film su un paese disorganizzato ma pieno di bellezze

Su Netflix la commedia tratta dall'omonimo romanzo di Jenna Evans Welch

Love & Gelato, da Roma a Sorrento: il film su un paese disorganizzato ma pieno di bellezze
di Ilaria Ravarino
2 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Giugno 2022, 14:37 - Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 11:24

Lui, lei, l’altro. E il gelato al pistacchio. L’estate chiama e Netflix risponde, proponendo da ieri Love & Gelato, un film dai colori estivi che ha subito conquistato il pubblico internazionale, in cui il fascino discreto dell’Italyshire - Roma, Sorrento, Anacapri e Firenze nella stessa cartolina – si somma a quello dei giovani protagonisti (l’americana Susanna Skaggs, 20, il bolognese Saul Nanni, 23, e il bolognese Tobia de Angelis, 22, fratello dell’attrice Martilda) e a tutti gli stereotipi più o meno rassicuranti sul bel paese, dalla presunta disinibizione delle donne al bamboccionismo dei vitelloni.

Tratta dall'omonimo romanzo di Jenna Evans Welch e scritta e diretta dal 51enne Brandon Camp (regista di Qualcosa di speciale con Jennifer Aniston), la commedia romantica per ragazzi Love & Gelato è il romanzo di formazione di Lina Emerson (Skaggs, al suo debutto nel lungometraggio), neo diplomata 17enne che ha da poco perso la madre Hadley, sconfitta da un tumore contro il quale aveva a lungo lottato. Spinta dal desiderio di ripercorrere lo stesso viaggio che la mamma aveva fatto da studentessa, e che le aveva cambiato la vita, Lina arriva in Italia accolta dalla migliore amica di Hadley (una frizzante Valentina Lodovini, 44), che le presenta il cugino Howard (Owen McDonnell), una vecchia conoscenza della madre, e le consegna il diario di Hadley, che la ragazza leggerà un pezzo alla volta durante il viaggio. Ma il vero cuore del film è nel triangolo sentimentale che coinvolge Lina e due “grandi classici” del maschio latino: il bel tenebroso figlio di banchiere Alessandro Albani (Nanni), e il dolce sognatore con il pallino per la cucina Lorenzo Ferrazza (De Angelis). Indecisa su chi scegliere tra i due corteggiatori, Lina si consola leggendo le pagine del diario della madre, su ritrova le stesse insicurezze e gli stessi turbamenti che agitano, vent’anni dopo, anche il suo cuore.

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Tra cliché e incidenti “lost in translation”, la seria e metodica Lina impara così a conoscersi meglio misurandosi col caos allegro (è pur sempre un film di fantasia) di un paese disorganizzato ma pieno di bellezze: quelle del palato (vedi alla voce: pizza al taglio e maritozzi) e quelle architettoniche, dal Cupolone al tramonto al Campidoglio, dal Colosseo ai Musei Capitolini, fino ai lucchetti sui ponti della tradizione Moccia. Siamo «in un paese meraviglioso» in fondo, come ci ripete continuamente il film: sarà il caldo, sarà la voglia d’evasione, ma è bello tornare a crederci. Almeno per i 112 minuti di un viaggio, scontato ma gradevole, in cui a guidarci e tenerci per mano è il sincero entusiasmo di un turista americano.

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