Il commissario Montalbano, i nuovi episodi dopo la morte di Sironi. Luca Zingaretti: «Devo riflettere sul futuro del personaggio»

Mercoledì 19 Febbraio 2020 di Paolo Travisi
1

Orfano di Andrea Camilleri e del regista storico Alberto Sironi, Il commissario Montalbano, torna su Rai 1 (lunedì 9 e 16 marzo) con due nuovi episodi, Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione. Ma sono due le novità di questo ritorno per la serie di maggior successo della Rai. La prima riguarda il cinema, perché prima di approdare sul primo canale del servizio pubblico, l'episodio Salvo amato, Livia mia sarà proiettato al cinema il 24, 25 e 26 febbraio (distribuzione Nexo Digital). La seconda riguarda la regia di questi nuovi episodi, dove, per la prima volta, il volto storico del Commissario di Vigata, Luca Zingaretti, passa anche dietro alla macchina da presa, in seguito alla tragica scomparsa di Sironi, alla regia sin dal 1999.

LEGGI ANCHE L'amica geniale, il litigio sul set tra Lila e Lenù: cosa è successo tra le due attrici

All'inizio della conferenza stampa di presentazione nella sede Rai di Viale Mazzini, è stato lo stesso Andrea Camilleri a parlare del successo del suo personaggio, in una video intervista che il giornalista del Tg1 Vincenzo Mollica ha realizzato prima della morte dello scrittore. “Il successo di Montalbano stupisce me per primo” dice Camilleri nel video, “lui rappresenta l’italiano medio, ha virtù e difetti, ma si muove bene nella vita, forse per questo molti italiani si riconoscono in lui, se così fosse ne sarei orgoglioso”.
 


E gli ascolti in oltre 20 anni di trasmissione hanno sempre premiato la serie, e su questo Camilleri aggiunge. “E’ un fatto importante che unisca l’Italia, magari la unisca su tante altre cose, sarebbe meglio”. E pensare che nel 2008, dopo quasi dieci anni, Zingaretti, fece un passo indietro, annunciato la fine della sua relazione artistica con Montalbani. "Decisi di abbandonare per un problema di strategia, perché pensavo, come insegnatomi da Camilleri in accademia, che bisognasse uscire tra gli applausi anziché rompere le scatole. Un anno dopo, ci ritrovammo e decidemmo di andare avanti e gli applausi non sono mai diminuiti, anzi sono aumentati".
 
 

Ora con la scomparsa del suo creatore letterario, così come del regista, dopo aver girato gli ultimi 3 episodi (il terzo andrà in onda il prossimo anno) è lecito chiedersi se Zingaretti tornerà di nuovo in quelle vesti. "Ora voglio sedermi, far sedimentare la malinconia e riflettere se sarà il caso di continuare. Se proseguire con l’ultimo romanzo inedito, che è nella cassaforte di Sellerio, anzi ce n’è un altro uscito (Il cuoco dell’Alcyon) e capire se è il caso di andare avanti. Prima voglio digerire questo dolore”. E parlando della scomparsa di Camilleri e Sironi, l'attore spende parole commosse per ricordarli. "Vorrei che fossero ricordati in modo festoso, come si fa in Messico, si sono goduti la vita fino all’ultimo. Camilleri era un maestro, Sironi un amico”. 

LEGGI ANCHE L'amica geniale, parla Lila: «Così spenderò i soldi guadagnati»

Per Zingaretti, l'eredità è stata duplice. Non solo portare avanti l'interpretazione del commissario più amato dai telespettatori, ma anche quello di dirigere se stesso. “Una bella esperienza, quanto dolorosa. Non è passato un giorno senza che mi chiedessi cosa mi avrebbero detto loro due. L’ho fatto senza fare la mia regia, ma cercando di seguire gli stilemi imposti, di mio c’è una melanconica dolcezza, che è lo spirito con cui ho fatto questi due episodi, perché Andrea e Alberto già stavano male”. E per chiudere un giudizio da Zingaretti regista a Zingaretti attore: "trovo che Zingaretti e parlo da regista sia un attore un po' più che straordinario, mentre come regisa è decisamente più che straordinario".

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

“Casa mia è piena di gente”. E menomale che si chiama isolamento

di Veronica Cursi