COVID

Le Iene attaccano di nuovo Roberto Burioni su Covid e conflitto di interessi: «Tutte falsità, in tribunale piangeranno lacrime amare»

Mercoledì 24 Giugno 2020
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Il virologo Roberto Burioni è convinto che presto «le Iene non rideranno, ma piangeranno lacrime amare». Avanti con il braccio di ferro tra la trasmissione di Italia 1 e il virologo. Ieri sera nuova puntata e oggi la replica dell'accademico pesarese.

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Dalla sua pagina Facebook

Sono profondamente amareggiato, ma come era prevedibile ieri sera tra campanellini, disegnini, conversazioni tagliate ed affermazioni false ed anche strampalate, è andata in onda un’altra gravissima diffamazione ai miei danni.

Il confronto ci sarà certamente, come ha ben compreso lo stesso conduttore, ma in un’aula di tribunale: se non era stato capito, lo dico ora in modo completamente esplicito. Sui temi prettamente scientifici mi misuro quotidianamente con colleghi medici e scienziati. Ma certamente non mi è mai passato per la testa di poter partecipare ad una trasmissione in siffatto contesto.

Sul resto sono costretto a ribadire:

1) mi si accusa di conflitto di interessi quando parlo di cure per COVID-19. Come ho già detto, io non ho mai brevettato e non ho alcun interesse in nessun farmaco o potenziale farmaco per questa malattia. In particolare, non ho mai ricercato né brevettato anticorpi monoclonali contro il virus che causa COVID-19. Ho brevettato per una azienda della quale sono consulente scientifico (con orgoglio, perché è una azienda molto seria) anticorpi contro diversi virus, ma nessuno di questi anticorpi può avere una minima utilità per COVID-19. Pensare che anticorpi contro il virus influenzale (che ho brevettato molti anni fa) possano essere utilizzati per contrastare COVID-19 è semplicemente ridicolo come può capire chiunque abbia un minimo di buon senso. Il fatto che io non abbia conflitti di interesse riguado a COVID-19 è un dato oggettivo, un fatto innegabile che ognuno di voi può verificare. Invece le Iene mi hanno accusato di avere un conflitto di interesse e di averlo volontariamente nascosto. Si preparino a dimostrarlo in tribunale, o saranno guai per loro.

2) È stato tirato di nuovo tirato in ballo un mio presunto conflitto di interesse riguardante le vaccinazioni. La storia è vecchissima, perché questa accusa falsa mi è stata rivolta sin dal primo giorno in cui ho parlato a favore delle vaccinazioni sui social. Come ho spiegato fino alla nausea, gli anticorpi monoclonali di cui io da sempre mi occupo sono farmaci ALTERNATIVI ai vaccini; dove c’è il vaccino non servono a niente. Per cui paradossalmente, come ho detto più volte, mi converrebbe dire che i vaccini contro alcuni virus sono pericolosi, per promuovere gli anticorpi monoclonali di cui l'azienda con cui collaboro è titolare. Tutti sapete che la mia posizione è diametralmente opposta. Chi mi ha accusato di conflitto di interesse su questo tema è stato rinviato a giudizio. Si preparino dunque anche le Iene a spiegare a un giudice quale convenienza io avrei a caldeggiare le vaccinazioni.

3) Non ho alcun rapporto di consulenza con aziende farmaceutiche, cioè che producono o commercializzano farmaci di ogni tipo, inclusi anticorpi monoclonali. Tanto meno ne detengo partecipazioni societarie e tanto meno sono un "produttore di anticorpi monoclonali". Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Il mio rapporto con Pomona Ricerca (e in passato con Fides Pharma) è quello di consulente scientifico su temi precisi e definiti, tra i quali non rientra COVID-19, come potrò facilmente dimostrare. Ma Pomona Ricerca e Fides Pharma non sono aziende farmaceutiche, nel senso che non sono aziende che producono o vendono farmaci. Sono invece piccole imprese di biotecnologia che tentano, collaborando con ricercatori, di scoprirne di nuovi. Di ben altra grandezza sono le multinazionali e gli organismi di ricerca che hanno già isolato (e brevettato) anticorpi monoclonali potenzialmente utili contro COVID-19 e penso sia inutile affermare che tra gli inventori di questi brevetti e gli scopritori di queste molecole io non ci sono.

Il discorso qui si chiude ma ovviamente continuerà in tribunale, dove ognuno risponderà del suo comportamento davanti a un giudice. In questo caso vale il detto che ride bene chi ride ultimo. E io sono certo che - alla fine di questa storia - vedremo il singolare spettacolo di iene che non ridono, ma piangono lacrime amare.

Ultimo aggiornamento: 14:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA