Gianni Versace, il fratello Santo racconta i retroscena sulla morte dello stilista a Domenica In: «Lui non doveva andare a Miami»

Santo Versace ricorda la morte del fratello scomparso il 15 luglio del 1997

Gianni Versace, il fratello Santo racconta come è morto lo stilista: «Lui non doveva andare a Miami»
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Domenica 20 Novembre 2022, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 09:32

«Lui non doveva andare a Miami, doveva andare con Elton John in Costa Azzurra. Lui però voleva andare a New York, non distante da Miami. Non era previsto che andasse a Miami, invece deve essergli venuta voglia». Ricorda ancora con dolore il fratello di Gianni Versace la morte dello stilista. Era il 15 luglio del 1997 quando arrivò una terribile notizia che sconvolse tutto la platea della moda, ma non solo. Gianni Versace è stato ucciso mentre tornava dalla sua passeggiata quotidiana coi giornali sottobraccio. Il suo assassino lo stava aspettando davanti alla sua casa di Miami Beach, in Florida, ed è lì davanti al cancello di Casa Casuarina (come lo stilista aveva ribattezzato la sua magione) che la sua pistola ha esploso i colpi in direzione di Versace. 

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Gianni Versace, il ricordo del fratello Santo

A ricordare quei momenti oggi ospite di Mara Venier a Domenica In ci ha pensato Santo Versace, fratello dello stilista. «Io mi trovavo all’Hassler. A un certo punto, arrivò l’allora presidente della Camera della Moda, piangendo, che disse che Gianni Versace era morto. Io risposi: ‘Gianni è immortale’. Da lì partimmo per Ciampino e quando arrivammo a Miami volemmo vedere il corpo di Gianni. In quel momento ho preso coscienza del fatto che lui non c’era più veramente. Fui io a decidere per la cremazione. Dall’agosto 1997 all’ottobre 2021, tutti i fine settimana liberi andavo nella nostra casa sul Lago di Como e piangevo».

 

Il libro

Il libro “Fratelli, una famiglia italiana”, da lui scritto, è stato il modo per chiudere definitivamente con il passato e lasciarsi alle spalle l’assassinio di Miami, nel quale ha perso la vita proprio Gianni Versace. «I nostri genitori ci hanno inculcato valori incredibili, fra cui quello di aiutare sempre gli altri».

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La ricostruzione della morte dello stilista

Il responsabile dell'omicidio di Gianni Versace è ritenuto Andrew Cunanan, un tossicodipendente 28enne che adescava facoltosi uomini maturi per poi lasciarli, ricattarli o ucciderli. Oltre che dell'assassinio di Versace Cunanan è accusato e ricercato per altri 4 omicidi. E quella mattina del 15 luglio 1997 attese che Versace ritornasse dalla sua passeggiata e lo colpì prima alla nuca e poi sul corpo, mentre lo stilista si era già a terra. I colpi richiamarano l'attenzione di Antonio D'Amico, il compagno di Versace, che fu la prima persona a soccorrerlo. Cunanan si diede alla fuga e restò nascosto per diversi giorni diventando il ricercato numero 449 a essere inserito dall'FBI nella lista dei ricercati più pericolosi degli Stati Uniti. Venne trovato morto suicida nella sua casa galleggiante sulla baia per questo, a distanza di 25 anni, restano ancora ignoti i motivi che lo hanno spinto a uccidere il famoso stilista.

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