Beppe Fiorello celebra Domenico Modugno su Rai1: «Io e Rosario insieme per un mito»

Beppe Fiorello celebra Domenico Modugno su Rai1: «Io e Rosario insieme per un mito»
di Ilaria Ravarino
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Sabato 9 Gennaio 2021, 10:53

Soffia un vento di novità per Beppe Fiorello, atteso su Rai1 lunedì prossimo in prima serata con "Penso che un sogno così", adattamento televisivo dell'omonimo spettacolo teatrale - da lui scritto e interpretato dedicato al padre Nicola, alla sua famiglia e al mito con cui è cresciuto: quello di Domenico Modugno. Un one man show con musica e ospiti (Eleonora Abbagnato, Francesca Chillemi, Pierfrancesco Favino, Paola Turci, Serena Rossi, Rosario Fiorello tra gli altri), come è stato ripetuto più volte ieri durante la conferenza stampa, che consolida la posizione del Fiorello anagraficamente minore già uomo d'oro della fiction Rai - ai vertici del gradimento della rete ammiraglia.

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«Mi auguro che talenti completi come quello di Beppe possano fare tante altre cose in futuro ha profetizzato il direttore di Rai1 Stefano Coletta - in un impianto non solo teatrale, ma anche generalista». Ovvero: apertura massima da parte della rete all'estro del giovane Fiorello (51 anni contro i 60 del fratello Rosario) anche in territori diversi dalla fiction, che si tratti di teatro o di intrattenimento nel senso più largo del termine. «Come conduttore classico non mi ci vedo ha risposto l'artista non penso di essere adatto a fare il presentatore. Io ho bisogno di una narrazione: fosse anche per dirigere un gioco a premi, dovrei avere alle spalle una storia da raccontare».

Per quanto riguarda Sanremo, programma per il quale Beppe non ha mai nascosto le proprie ambizioni («Se devo fare un Sanremo deve essere mio diceva al Messaggero lo scorso ottobre - non ce la farei ad aggregarmi al Sanremo di qualcun altro»), l'edizione di quest'anno si farà senza il suo contributo: «A Sanremo sono stato molte volte, anche per cantare, sono state partecipazioni emozionanti: è un palco che crea una tensione non indifferente. Ma non prevedo di esibirmi in questa edizione, me la godrò da casa».


Con il fratello Rosario, che del prossimo Sanremo sarà co-conduttore e disturbatore, Beppe si esibirà durante Penso che un sogno così in uno spezzone particolarmente emozionante, con il fratello maggiore in divisa da finanziere nei panni del padre Nicola: «Vedrete un Fiore inedito, come io stesso ho sempre sognato. Sarà intenso, molto intimo. In tanti anni non ci siamo forse mai guardati così. Gli ho chiesto di mettersi alla prova, uscire dal suo personaggio e fare qualcosa di completamente diverso». Rispetto allo spettacolo teatrale, portato in tutta Italia per più di 300 serate, l'impianto dello show televisivo resterà lo stesso: «Mancherà un solo elemento, ovvero il pubblico. Abbiamo scelto di lasciare lo spazio vuoto, per valorizzare quel silenzio poetico che marca storicamente la mancanza delle persone. E rende ancora più magico il racconto».

Al centro della narrazione, come a teatro, ci sarà la storia della famiglia Fiorello, punteggiata da riferimenti alla vita e alla carriera di Modugno: «In questo spettacolo c'è il segreto della mia famiglia: guardandolo, forse, si capirà com'è possibile che siamo diventati artisti. Sono cresciuto in un ambiente di simpatici funamboli, canterini e pazzi, ma io ero quello che si rifugiava sotto al tavolo. Il più timido, l'introverso, quello che li temeva ma voleva essere come loro senza riuscirci. Nessuno ha mai avuto dubbi sul destino di Rosario. Io ero il più indecifrabile».

Meno magico il rapporto con gli eredi di Modugno, che dopo aver dato all'attore l'onore di indossare proprio a Sanremo nel 2013 la giacca con cui il cantante esordì sul palco dell'Ariston con Nel Blu Dipinto di Blu, l'anno successivo tentarono di bloccarne lo spettacolo teatrale, per un presunto abuso del nome di Modugno. Una questione che Fiorello considera chiusa, e che durante la conferenza stampa ha preferito non approfondire: «Basti dire che lo spettacolo è dedicato a due donne, a mia madre Sara e a Franca (Gandolfi, vedova Modugno, ndr). La prima mi ha regalato un padre meraviglioso e mi ha messo al mondo. La seconda mi ha accolto, facendomi entrare nella casa del mio mito. Il racconto è dedicato a queste due donne della mia vita».

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