Il Coronavirus ferma "Porta a porta", Vespa: «Decisione della Rai pretestuosa non sanitaria»

Martedì 10 Marzo 2020
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«Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda Porta a porta nelle giornate di oggi, mercoledì, giovedì. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa». Lo sottolinea Bruno Vespa, spiegando, tra l'altro, che «Nicola Zingaretti è venuto a Porta a porta nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz'ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto nessuna ragione sanitaria su cui si fondi il provvedimento». Il conduttore ha poi aggiunto: «Il mio tampone è negativo, posso andare in onda».

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«Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì - aggiunge Vespa -, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com'era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo». «Ieri sera il presidente della Società italiana di Pneumologia e ordinario nell'Università Cattolica, professor Richeldi mi ha rilasciato un certificato di buona salute e asintomaticità, ritenendo che io possa andare in onda dal nostro studio - continua il conduttore -. Pronto a ripetere i controlli quando necessario. L'altra sera il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, professor Brusaferro, mi ha confermato che l'arco temporale del contagio è tra i 4 e i 7 giorni. Nella settima successiva si manifestano casi poco frequenti». «Facendomi carico delle ansie del mondo produttivo del Centro tv di via Teulada - sostiene ancora Vespa -, ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia. Nemmeno questo mi è stato accordato». «È sconcertante - sottolinea - che mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole. Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera 'Porta a portà un abuso - argomenta ancora Vespa -. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa. Mi auguro perciò che domani e dopodomani 'Porta a portà possa andare regolarmente in onda nelle modalità che saranno concordate». «Mi scuso con gli invitati di questa sera - conclude il giornalista -: l'onorevole Giorgia Meloni, il presidente dell'ISS Brusaferro, il professor Galli del Sacco di Milano».

Ultimo aggiornamento: 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA