Ballando, lo sfogo di Alessandro Egger: «Mia madre ha scelto di vivere senza me. Qui ho trovato la famiglia che non avevo»

Protagonista dello show, l'ex volto Kinder, manifesta la sua grande voglia di riscatto verso un'infanzia molto difficile

Ballando, lo sfogo di Alessandro Egger: «Mia madre ha scelto di vivere senza me. Qui ho trovato la famiglia che non avevo»
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Domenica 13 Novembre 2022, 13:56 - Ultimo aggiornamento: 14:16

Era il volto delle barrette al cioccolato, ma ormai quei tempi in cui Alessandro Egger si mostrava sorridente su tutte le confezioni Kinder son passati. Ora il modello e attore protagonista di Ballando con le Stelle, ha dimostrato una grande voglia di riscatto verso il suo passato, in particolare quello familiare. Si è raccontato ieri in diretta. Nato a Belgrado nel 1991 e trasferitosi a Como all’età di sei anni, la storia della sua vita è attraversata da momenti molto dolorosi che ora lui stesso svela nello show di Milly Carlucci.

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Ballando, la confessione di Alessandro Egger

 «Non è stato piacevole, mi è mancato l’amore. Credo che mia madre (Cristina Vittoria Egger Bertotti, Gran Dama della Real Casa Savoia) abbia scelto di fare una vita senza di me e io l’abbia accettato. Il mio dolore più grande è che sento di non essere mai stato accettato da chi mi ha dato la vita, da chi mi ha voluto, e credo che quando nasci sia un dono, a prescindere, e io credo di non aver fatto mai niente di male».

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La ritrovata felicità a Ballando

Un rapporto molto complicato quello con la madre con cui Egger aveva partecipato alla sesta edizione di pechino Express. Alessandro oggi riversa nella danza tutte quelle emozioni e in ogni sua esibizione con la maestra Tove Villfor ne è la dimostrazione:

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«Ogni ballo è un ballo liberatorio, sta liberando cose diverse. La prima volta è stata la liberazione di tutta la pressione, la novità, è stato un ‘Ce la posso fare!’. La seconda è stata un ‘Sto usando questo ballo specifico per liberare certe cose che mi coprono la visuale’. Il terzo ballo è stato il momento in cui si è liberata la fierezza, della mia storia, della storia di Tove, di quello che siamo. È uscito tutto fuori, noi siamo così. Il quarto è stato la liberazione della fragilità e della sensibilità». Con la sua docente c'è un feeling visibile e di cui lui non puà piu' fare a meno: «Quando saliamo sul palco sembra di stare in un altro mondo, parallelo, dove ci siamo solo io e lei. È una connessione: ci curiamo, ci guardiamo, sentiamo le mani, il tocco… Penso a quello che sto sentendo, a quello che mi sta facendo sentire lei, a quello che io sto facendo sentire a lei. È questo che ci guida in pista: lei è l’unica a capire il mio dolore, così come io riesco a farle esprimere le emozioni»

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