Zan a Verissimo: «Cresciuto in famiglia dove l'omosessualità era considerata malattia. Coming out? Una tragedia»

Zan in tv: «Cresciuto in una famiglia dove l'omosessualità era considerata una malattia»
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Domenica 7 Novembre 2021, 16:12

Le difficoltà del coming out in famiglia e le fragilità personali di Alessandro Zan, deputato Pd e primo firmatario del provvedimento contro l'omotransfobia, raccontate nell'intervista trasmessa ieri su Canale 5, ospite a Verissimo. Nel tak show condotto da Silvia Toffanin l'onorevole ha raccontato di «aver conosciuto la paura quando rendendosi che essere gay non era un’opzione possibile nella società in cui vivevo. In famiglia non era accettato e i miei compagni di classe facevano battute omofobe. L’unica possibilità che avevo era nascondermi», ha proseguito.

L'erasmus in Inghilterra

L'occasione del diffcile coming out con la famiglia arriva in Inghilterra ai tempi dell'Università. Zan si trovava lì in occasione di un'esperienza studio in Erasmus di un anno. «Mia madre mi ha accolto e mi è stata molto vicina. Con mio padre, invece, è stata una tragedia. Lui è cresciuto in una famiglia particolarmente tradizionale, segnato da un’infanzia difficile e cresciuto in un contesto culturale dove l’omosessualità era considerata una malattia. Quando gliel’ho detto non ci siamo parlati per mesi», ha spiegato ancora il deputato.

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La decisione di lasciare casa e la riappacificazione

«Ho passato dei momenti difficili, ho deciso di andarmene di casa ma è stata una scelta necessaria che poi ci ha unito nuovamente. Infatti, dopo una prima reazione di rabbia, mio padre ha iniziato un suo percorso che l’ha portato ad accettarmi», ha aggiunto il Dem rispondendo alle domande di Silvia Toffanin. «Alla fine, ha cercato di rimediare e mi ha dimostrato tutto il suo sostegno, si è anche impegnato nella mia campagna elettorale. Mi ha anche detto: 'Quando ti sposi con un uomo?'», ha concluso Zan.

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