Alberto Matano sbotta: «Canale 5 ci ha scippato l'uomo che stavamo intervistando» Il mistero del cadavere di Trieste

Alberto Matano sbotta: «Canale 5 ci ha portato via l'uomo che stavamo intervistando» Il mistero del cadavere di Trieste
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 20:21

Una troupe di Canale 5 strappa in diretta un potenziale vedovo a una troupe della Rai, con Alberto Matano che sbotta contro i modi della concorrenza. Grande sensibilità, raro tatto, estremo rispetto per un uomo che di lì a poco potrebbe scoprire che è della moglie il cadavere appena ritrovato in un parco di Trieste: un'altra lezione arriva oggi dalla "tv del dolore" che macina volti e lacrime come i foglietti dei calendari portati via dal vento. L'importante è piazzare il microfono davanti al naso di chi sta soffrendo, giusto il tempo del collegamento in diretta, poi, pubblicità, una notizia di "alleggerimento"  e si passa ad altro.  

Che cosa è successo a Trieste

A Trieste 20 giorni fa è scomparsa una donna e oggi il cadavere di una donna è stato trovato in due sacchi in un parco. Accade così che Sebastiano Visentin, marito di Liliana Resinovich, sparita a metà dicembre, venga intervistato dall'inviata della Vita in diretta di Rai 1, il programma condotto da Alberto Matano.

Immaginabile la domanda, immaginabile la risposta, ma l'uomo fa in tempo a dire solo poche parole perché irrompe l'inviata di Pomeriggio 5 News condotta da Simona Branchetti che annuncia di avere in diretta lo stesso Visentin.  Davanti a due inviate, davanti a due microfoni, l'uomo - ripetiamo, un uomo la cui moglie è scomparsa da 20 giorni e che potrebbe in pochi minuti scoprire che i resti di essa sono in due sacchi di plastica nera buttati in un parco - non sa più che fare. L'inviata della Rai avverte Matano del duello con la concorrente, l'intervista si interrompe, Visentin - si immagina anche senza pigiare il tasto 5 del telecomando - ora sta parlando con l'inviata di Simona Branchetti. Almeno ci è stata risparmiata la lite in diretta, a telecamere spente non si sa.

Matano a questo punto sbotta: «Il signor Sebastiano era in diretta con noi e la troupe di una trasmissione di Canale 5 ce lo ha sottratto. Certe cose non dovrebbero accadere. Bisogna anche capire lo stato d'animo di quell'uomo».

Già, bisogna capire.

Cadavere ritrovato a Trieste

In posizione fetale, chiuso in due sacchi neri legati tra loro, di quelli grandi utilizzati per i rifiuti. Così è stato trovato questa sera il cadavere di una donna in una piccola area boschiva del parco dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni di Trieste. Non è un luogo qualunque: il piccolo parco si trova nello stesso rione in cui abita Liliana Resinovich, la donna di 63 anni scomparsa il 14 dicembre. Inevitabile dunque che che il pensiero ricorra a quella vicenda, ancora tutta da chiarire. Le ricerche in quest'area - da parte di vigili del fuoco, polizia, carabinieri, guardia di finanza e corpo forestale - erano cominciate nel pomeriggio verso le 14.

Dopo un paio d'ore sono stati notati i sacchi, forse il lembo colorato di un indumento, un giubbotto di colore grigio che fuoriusciva. I soccorritori si sono avvicinati e hanno capito che nei sacchi c'era un cadavere; praticamente nei pressi della strada, a una cinquantina di metri di distanza. Dopo la scoperta, si è messa in moto con un gran dispiegamento di uomini, la macchina degli investigatori e degli inquirenti: sono giunti gli uomini della Squadra mobile della Questura, il pubblico ministero titolare della indagini, Maddalena Chergia, e ntorno alle 18 è giunto anche il medico legale, Fulvio Costantinides, per i rilievi sul corpo.

Intervenuti anche i mezzi dei vigili del fuoco per agevolare l'operazione di recupero della salma. In serata l'identità della vittima non era stata ancora resa nota. Ovviamente l'attenzione è concentrata sulla donna di cui si sono perse le tracce, ma sulla vicenda c'è ancora uno stretto riserbo. Lo stesso marito della donna scomparsa, Sebastiano Visintin, appreso del ritrovamento del corpo, è arrivato sul posto, in auto, accompagnato da un'altra persona. «Nessuno mi ha contatto per un eventuale riconoscimento del corpo», ha precisato parlando con i cronisti che subito gli si sono stretti intorno, e spiegando di essere giunto di sua iniziativa.

«Spero di non trovare il corpo di Lilly», ha detto. «Se è lei resterà una traccia indelebile nel mio cuore», ha ancora aggiunto. «Non ho neanche più voglia di vivere», ha concluso, in lacrime. E proprio in merito ai particolari del ritrovamento, l'uomo ha precisato che «Liliana ha tanti capi di abbigliamento, anche grigi». Il cadavere è stato trovato nel pomeriggio di un'altra giornata febbrile.

Le ricerche sono partite in ritardo dopo la denuncia presentata da Visintin, ma poi sul caso è cresciuta sia l'attenzione dei media che quella degli investigatori. Se il corpo non è quello di Liliana, si aprirebbe un nuovo giallo nella città già stordita dal caso di quest'ultima e da un altro cadavere trovato ieri nel parcheggio di un centro commerciale (caso quest'ultimo che sembrerebbe però già risolto in poche ore).

Nel rimpallo di notizie e di sospetti che qualcuno ha addensato attorno alla figura di Visintin, di testimoni e di amici della presunta vittima, oggi lo stesso marito ha sostenuto che «Liliana il 14 dicembre, dopo essere stata vista dalla fruttivendola, era stata inquadrata dalle telecamere dell'autobus. Pare che lei quel giorno abbia preso il bus». Notizie che vanno provate, anche se l'uomo ha fornito qualche dettaglio: «Penso sia stata inquadrata proprio verso le 8.30», un orario compatibile con l'ultimo avvistamento. Lo stesso Visintin questo pomeriggio affermava che «si sta per chiudere il cerchio».

Infine, l'uomo ha fatto un riferimento all'uomo di 82 anni, Claudio Sterpin, che ha affermato di avere un'amicizia affettuosa con Liliana e che il fine settimana successivo alla scomparsa sarebbero dovuti partire assieme. «È un'offesa verso mia moglie e verso di me - replica - non crederò mai che Liliana era pronta a partire per un week end».

Il marito di Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin, è giunto in macchina, accompagnato da un'altra persona, nel parco di San Giovanni di Trieste, dove nel pomeriggio, verso le 16, è stato rinvenuto un cadavere. «Nessuno mi ha contatto per un eventuale riconoscimento del corpo», ha precisato parlando con i cronisti e spiegando di essere giunto di sua iniziativa .

«Spero di non trovare il corpo di Lilly». «Se è lei resterà una traccia indelebile nel mio cuore». «Non ho neanche più voglia di vivere», ha aggiunto, in lacrime. Da quanto si è appreso il corpo era adagiato a terra dentro due sacchi neri che coprivano uno la parte superiore e uno quella inferiore. Si sarebbero intravisti alcuni indumenti, tra cui un giubbotto grigio. «Liliana ha tanti capi, anche grigi», ha concluso Visintin. Sono intervenuti i mezzi dei vigili del fuoco per agevolare l'operazione di recupero della salma ed è arrivato anche il magistrato Maddalena Chergia.

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