Vivo X51 5G e i nuovi smartphone dell'azienda cinese che arriva in Europa

Martedì 20 Ottobre 2020 di Alessio Caprodossi

La Cina non finisce mai, specie nella tecnologia, in particolare negli smartphone. La sintesi è estrema ma efficace per descrivere come i produttori che trainano il mercato di settore siano tutti made in China (con alcune, evidenti, eccezioni, ovviamente). Al di là del proprio paese e dell’Asia tutta, la conquista del mondo smartphone passa per l’affermazione nelle altre aree, Europa e Stati Uniti in primis. Da qui sono passate le traiettorie di tutti i brand cinesi e da qui parte anche l’offensiva di vivo (si scrive con l’iniziale minuscola), secondo produttore nel paese del Dragone come in India e leader di mercato in Indonesia.

D’ora in poi, tuttavia, l’azione del brand fondato a Dongguan nel 2011 (l’anno del primo smartphone, dopo aver iniziato nel 1995 con telefoni fissi e feature-phone) passerà anche dalle nostre latitudini, perché vivo è al debito in Italia, Spagna, Regno Unito, Francia, Polonia e Germania, paese, quest’ultimo, in cui si trova il quartier generale continentale, a Dusseldorf. Seguendo la visione racchiusa nel termine cinese Benfen, che rappresenta l’attitudine a fare le cose giuste nel modo giusto, come tanti altri brand cinesi che l’hanno preceduta, vivo guarda all’equilibrio tra innovazione e convenienza, quindi prezzi competitivi (anche perché il 62,5% degli smartphone venduti nei primi sei mesi dell’anno in Europa hanno un cartellino inferiore ai 300 euro).

 

Presente in più di 30 paesi e con una quota di mercato globale pari al 9% (sesto nella speciale classifica dietro Huawei, Samsung, Apple, Xiaomi Oppo), vivo ha all’attivo diverse primizie, come l’aver introdotto il primo telefono smart con chipset audio Hi-Fi integrato (il vivo X1) e il primo a posizionare il lettore per le impronte digitali sotto il display (il vivo X20 Plus UD). La rapida diffusione del marchio si deve per buona parte a tali intuizioni ma anche all’organizzazione, perché conta su cinque stabilimenti produttivi (in Bangladesh, India e Indonesia oltre ai in Cina) e ai nove centri di ricerca e sviluppo (distribuiti in Cina, oltre a Taipei, Tokyo e San Diego).

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IL TOP DI GAMMA
Per l’esordio europeo (programmato per la scorsa primavera e posticipato causa pandemia) il produttore ha lanciato sei dispositivi, quattro smartphone e due auricolari, capitanati dal vivo X51 5G. Il top di gamma colpisce per il gombal integrato, dettaglio che dimostra come il comparto fotografico sia preminente rispetto agli altri elementi, che nel complesso completano un profilo interessante, almeno fino alla prova sul campo. Si parte dallo schermo curvo fa 6,56 pollici con frequenza di aggiornamento a 90 hz, processore Snapdragon 765G, 8 GB di ram e 256 GB di memoria interna, non espandibile. La fotocamera posteriore conta su quattro ottiche, con la principale da 48 megapixel (f/1.6), una per i ritratti da 13 MP, una grandangolare da 8 MP e teleobiettivo da 8 MP con zoom ottico 5X che arriva a 60X in versione elettronica. Davanti, invece, c’è una fotocamera da 32 MP, mentre il sistema operativo è un Android senza troppi ritocchi, perciò efficace e funzionale, con la batteria da 4315 mAh che conta sulla ricarica rapida da 33 watt. Nel complesso, quindi, sembra un dispositivo intrigante per il gimbal integrato, che è il suo tratto distintivo (perché si muove nella direzione opposta ai movimenti di scuotimento, così da fornire maggiore stabilità alla fotocamera principale, mentre nei video quando il telefono si incline o ruota il giroscopio del Gimbal Camera System calcola la direzione e lo spostamento dell'oscillazione), ma il cartellino da 799 euro per la versione in grigio potrebbe frenare l’entusiasmo degli interessati.

 

GLI ALTRI SMARTPHONE
In arrivo ci sono anche tre modelli della serie Y, debuttanti in Italia ma già visti altrove. Il vivo Y70 conta sul chip Snapdragon 665, supporta la ricarica veloce della batteria e registra in 4K con la fotocamera principale da 48 MP. L’accoppiata rom-memoria interna è 8+128 GB, con quest’ultima espandibile fino a 1TB. Disponibile in blu e nero, costa 269 euro. Ne servono meno per gli altri due, Y20 e Y11, accomunati dalla batteria da 5000 mAh, dallo scanner per le impronte digitali posizionato sul lato all’interno del pulsante di accensione e dal chip Snapdragon 460. Diversa è, invece, la fotocamera posteriore, con il primo che ha tre ottiche, una in più del secondo, una delle poche differenze per due terminali che hanno un prezzo simile: 179 euro per Y20, 149 euro per Y11, l’unico che sarà disponibile dal 10 novembre.

GLI AURICOLARI
Quanto agli auricolari, anche qui doppia scelta con i modelli TWS Neo e Wireless Sport, quest’ultimo indirizzato chiaramente agli sportivi in cerca di una soluzione con buona autonomia e l’integrazione con Google Assistant. Oltre a quest’ultimo, i primi puntano invece sulla cancellazione del rumore tramite una intelligenza artificiale che garantisce chiamate senza disturbi provenienti dai rumori circostanti. Disponibili nelle prossime settimane, gli auricolari TWS Neo saranno in vendita a 129 euro, i Wireless Sport a 69 euro.

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