Tim Cook a Firenze: "Ragazzi, basta perdere il vostro tempo sui social"

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Andrea Andrei
dal nostro inviato
FIRENZE - "Smettetela di passare le vostre giornate sui social network. Non vi renderanno persone migliori". Non le manda certo a dire Tim Cook. Il ceo di Apple, ospite a Firenze in occasione del ventesimo anniversario dell'Osservatorio permanente Giovani-Editori e del suo progetto "Il quotidiano in classe", è stato incalzato dalle domande di 700 studenti, e ha risposto con altrettanta schiettezza.

"Se guardate il vostro smartphone più di quanto guardate qualcuno negli occhi, state sbagliando. Noi produciamo strumenti per dare alle persone la possibilità di realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni, perché pensiamo che attraverso quegli strumenti un amante della musica possa diventare il nuovo Mozart e un pittore possa essere il nuovo Picasso. Non vogliamo indurre le persone a passare il proprio tempo sullo smartphone. E se abbiamo fatto questo, abbiamo sbagliato", ha ribadito Cook, che non ha risparmiato frecciate, pur senza nominarlo, al suo collega imprenditore Mark Zuckerberg, ad e fondatore di Facebook: "Le aziende non sono elette democraticamente, perciò non dovrebbero sostituirsi allo Stato. Non dovrebbero avere un esercito, né creare una propria valuta". E, come se non bastasse: "Un'azienda tecnologica dovrebbe creare prodotti per i clienti, non trasformare in prodotti i clienti stessi, vendendo i loro dati personali o sfruttandoli per fare profitti".




Era dall'ottobre 2017 che l'ad della Mela non tornava nel nostro Paese per un incontro pubblico. E in quell'occasione lo fece proprio qui, nel Teatro Odeon, per i 18 anni dell'Osservatorio capitanato da Andrea Ceccherini. è stato quest'ultimo, ieri, a introdurre Cook, accolto come una star sulle note di "Chandelier" Sia, proprio come due anni prima. Ed è stato sempre Ceccherini ad annunciare la collaborazione fra Osservatorio e Apple per "un progetto di technology e media literacy che coinvolgerà i media di tutto il mondo e che sarà testato negli Usa e in alcuni Stati europei fra cui l'Italia". "I giornali tradizionali non moriranno", ha detto Cook parlando sul palco con il direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana, "lavorano per dare informazioni vere, e il giornalismo di qualità è la base di una democrazia. Perciò che molti risponderanno all'appello lanciato da me e da Andrea. Internet ha fatto molte cose buone, ma ha amplificato anche quelle cattive. Fra queste c'è sicuramente il dilagare delle fake news".

Tante le questioni affrontate in 45 minuti di dialogo serrato con gli studenti, prima fra tutte quella ecologica. "Per noi il rispetto dell'ambiente è prioritario. Apple utilizza energia rinnovabile al 100%. Non credete a chi vi dice che il cambiamento climatico con esiste: chi vive in zone colpite da uragani e alluvioni lo tocca con mano". E sui diritti umani Cook è ancora più netto: "Facciamo delle ispezioni sui nostri fornitori, imponendo standard occidentali per quanto riguarda la sicurezza delle persone e degli alloggi. Abbiamo tracciato tutta la filiera dell'estrazione del cobalto, un minerale importante per la produzione di dispositivi tecnologici, e siamo molto severi: con chi sgarra interrompiamo i rapporti, abbiamo tolleranza zero".

A proposito di rapporti commerciali, c'è stato spazio anche per parlare del caso dei dazi Usa: "Due Paesi che scambiano beni e servizi hanno entrambi da guadagnarci. Io sono a favore di un aggiornamento degli accordi commerciali perché siano in linea con i nostri tempi, ma le barriere devono essere abbattute. E credo che ciò accadrà, sono ottimista".
Le orecchie di Trump fischiano anche poco dopo, quando il discorso sconfina nella politica: "Come azienda crediamo nell'immigrazione come risorsa. I Paesi ricchi hanno la responsabilità di aiutare chi fugge da situazioni di difficoltà". Cosa che l'ad ha ribadito in una lettera inviata mercoledì alla Corte suprema Usa. "Non mi piace vedere la rabbia e le parole d'odio della politica online. Chi si oppone fermamente a una cosa, magari concorda su altro. Ma va fatto di persona, a tu pere tu, non è facile trovare punti comuni sul Web".

Ma Cook si infervora particolarmente sulla privacy: "Se pensiamo di vivere sotto sorveglianza, nel tempo finiremo per cambiare comportamento, autolimitandoci e riducendo man mano la nostra libertà. Faremo di meno, penseremo di meno, studieremo di meno. Per questo sono preoccupato che alcuni governi controllino i cittadini".
Preoccupazione che l'ad della Mela non ha invece per l'avanzare dell'intelligenza artificiale sul lavoro. "Le aziende devono fare in modo di ricollocare i lavoratori che verranno soppiantati dall'utilizzo dei robot. Non è un problema se le macchine ragionano come gli uomini, ma se gli uomini ragionano come le macchine".
  Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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