Telefonino Huawei si incendia in casa, paura a Roma. L'azienda: cattivo utilizzo dell'utente

Sabato 2 Marzo 2019
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Telefonino Huawei si incendia in casa, paura a Roma. L'azienda: cattivo utilizzo dell'utente

Una telefonata che il signo Lello non si sarebbe mai aspettato di ricevere: a chiamare è sua moglie in lacrime perché «il suo smartphone ha preso fuoco». «Era in carica, lei era sul divano a guardare la televisione con il nostro cane - racconta il pensionato Lello Barbacane, la signora è casalinga - l'ha staccato dalla presa e quando l'ha acceso le ha preso fuoco in mano. D'istinto l'ha buttato a terra, per evitare di ustionarsi e per fortuna ha soltanto una scottatura. Il telefonino ha continuato a bruciare sul pavimento con il cane che scappava in terrazzo. A ripensarci è andata bene, poteva essere una tragedia».

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Il signor Lello l'aveva comprato per il compleanno della moglie, circa un anno fa, spendendo 329 euro e 25 di assicurazione. «L'ho acquistato il 9 febbraio del 2018 in un centro commerciale a Roma e il 7 febbraio di quest'anno, quasi a un anno esatto, ha preso fuoco» spiega, aggiungendo che è ancora in garanzia perché dura 24 mesi.
 

Visto che era per mia moglie, ho voluto stare tranquillo e l'ho assicurato. Avevo pensato a un eventuale furto, uno scippo, ma certo non a questo...». Niente rimborso né un eventuale cambio del prodotto, un Mate 10 Lite della Huawei, perché dalla perizia è emersa una «manomissione». «Sono andato prima dove l'ho comprato e, poi, nel centro servizi clienti Huawei di via La Spezia. Dopo un esame, durato 20 giorni, mi hanno detto che avrei inserito un ago o una forcellà dentro al cellulare. Mi accusano, ma giuro che non è così».

La Huawei spiega così l'accaduto. «Il nostro centro R&D (Ricerca e Sviluppo, ndr.), a seguito delle foto fornite dal riparatore, ha confermato in prima battuta che l'esplosione del telefono pare non essere addebitabile a un difetto del telefono stesso, quanto a un uso errato da parte del consumatore. Il telefono presenta la mancanza del tasto di accensione e la batteria è risultata forata all'altezza del tasto mancante. L'alloggiamento del tasto stesso presenta inoltre graffi e scalfitture. Questo lascia intendere che l'evento sia scaturito a seguito della manomissione del terminale a mezzo di un oggetto appuntito che ha provocato il foramento, con conseguente corto, della batteria». «Queste le considerazioni dell'azienda in base all'analisi del materiale fotografico - concludono - fornito dal riparatore e nell'attesa di ricevere il report ufficiale, richiesto al dipartimento di R&D».

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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