Persona dell'anno di Time, l'italiana Gianotti quinta per il bosone di Higgs

Persona dell'anno di Time, l'italiana Gianotti quinta per il bosone di Higgs
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Venerdì 21 Dicembre 2012, 11:18 - Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 10:11

ROMA - Sono molto felice: l'italiana a capo di uno degli esperimenti che hanno portato alla scoperta del bosone di Higgs, Fabiola Gianotti, chiude l'anno in bellezza, con la notizia che Time l'ha inclusa nella rosa dei finalisti. «È stato un anno memorabile per la fisica delle particelle e resterà nella memoria di tutti noi come un anno molto intenso», ha detto la ricercatrice, dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn). A rendere possibile la scoperta del bosone di Higgs, l'inafferrabile particella grazie alla quale esiste la massa, sono stati gli esperimenti Atlas, coordinato da Fabiola Gianotti, e Cme, entrambi condotti nel più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

Quella del bosone di Higgs, ha proseguito Gianotti, «è una scoperta importantissima, che ci permette di risolvere una delle questioni aperte più importanti, che ci hanno accompagnato per 50 anni, ossia ci permette di spiegare perché le particelle hanno una massa». Essere arrivati a questa scoperta, ha detto ancora, «è una grande soddisfazione, raggiunta grazie ad un tenacissimo lavoro». Quello che sta per concludersi, ha proseguito, «è stato un anno duro, molto intenso. Personalmente ho la sensazione di aver visto la comunità scientifica del Cern lavorare tutta assieme, con un grandissimo entusiasmo, energia e motivazione da parte di una squadra di giovani. Questo mi ha molto colpito».

A fine dicembre, come accade ogni anno, l'acceleratore Lhc si riposerà per un breve periodo per consentire la manutenzione, ma anche per il risparmio energetico. A fine febbraio, invece, andrà a riposo per due anni. «Nel frattempo avremo comunque moltissimo lavoro da fare - ha detto Gianotti - perché i dati raccolti finora sono molto più numerosi di quelli attesi». Nel 2015 la grande macchina tornerà in funzione con un'energia raddoppiata e a quel punto tutto sarà pronto per cominciare ad esplorare i territori sconosciuti di quella che i ricercatori chiamano la «nuova fisica».

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