Qui Leonardo, a voi droni: accordo con Enav, Telespazio e Ids per la gestione del traffico aereo

Venerdì 25 Maggio 2018 di Paolo Ricci Bitti
Qui Leonardo, a voi droni. Per anticipare il tema della gestione del traffico aereo dei droni, che conoscerà una tumultuosa espansione, Enav ha selezionato un assetto industriale guidato da Leonardo in partnership con Telespazio e Ids (Ingegneria dei sistemi): l'obiettivo è quello di creare una piattaforma per regolare il via vai dei droni che pesano fino a 25 chilogrammi. Oggetti insomma di una certa rilevanza, non giocattoli e che richiedono anche attestati e certificazioni per il pilotaggio.  

Sì, avete letto dei test di Amazon per scodellare nel vostro cortile il pacco urgente e avete letto anche del rischio di collisioni fra aerei di linea e droni, ma è davvero arrivato il tempo affrontare lo scenario dei piccoli e meno piccoli velivoli senza pilota? E che accade se le comunicazioni radio tra pilota e drone vengono intercettate per mettere in atto un "dirottamento da remoto"? Senza dimenticare incidenti sempre più frequenti con droni che precipitano con il loro carico di macchine fotografiche e telecamere sugli invitati di un matrimonio "blindato". 

Non c'è in realtà tempo da perdere perché stime valutano che entro il 2035 solo nei cieli d'Europa voleranno 7 milioni di droni a uso ricreativo e 400mila utilizzati da autorità pubbliche e da aziende per fini commerciali. Uno stormo enorme, senza dimenticare che non bisognerà attendere tanti anni per salire su un taxi-drone a pilotaggio remoto: nel Dubai stanno già sperimentando una versione a due posti. 

Restando tuttavia agli esemplari più leggeri, quelli interessati da questo accordo fra Enav e Leonardo e anche quelli giocattolo, vanno rispettate alcune regole, oltre naturalmente al buon senso: un drone, ad esempio, non può volare a più di 500 metri di distanza dal pilota a una quota massima di 150 metri di altezza; deve rispettare una distanza minima di sicurezza di cinque chilometri dagli aeroporti; non può sorvolare aree affollate tenendo sempre in conto il rispetto della privacy o eventuali regolamenti comunali.

Nel cielo, proprio per ragioni di sicurezza, sono fissate quote massime per ogni tipo di velivolo: gli ultraleggeri, anche questi sempre più diffusi, possono raggiungere i 300 metri. In altre parole, in questo affollamento, servono regole e serve chi le amministra e le fa rispettare.

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Così la società per il controllo del traffico aereo ha annunciato la conclusione della procedura di gara per la selezione del partner industriale che la affiancherà nello sviluppo di una piattaforma per l'erogazione dei servizi di Unmanned Aerial Vehicles Traffic Management (UTM). La compagine industriale acquisirà il 40% della newco per la gestione di tali servizi, di cui Enav deterrà la maggioranza con il 60% del capitale. 





«Con questa operazione Enav assume un ruolo guida nell'innovazione tecnologica del settore con l'obiettivo primario di garantire la sicurezza, pilastro della nostra mission, e di poter cogliere le importanti opportunità del business», sottolinea l'ad di Enav Roberta Neri, ricordando che «la gestione dei droni è una delle linee di sviluppo del Piano Industriale 2018-2022».


Roberta Neri

«Grazie all'attenta valutazione fatta nel corso della selezione, riteniamo di aver individuato un partner tecnologico di indubbio valore nel panorama internazionale», aggiunge Neri. La selezione del partner - si legge nella nota di Enav - è stata avviata in seguito alla sottoscrizione della convenzione tra Enac, il regolatore, ed Enav, il provider di servizi del traffico aereo nazionale: sulla base della convenzione, Enav si è impegnata a sviluppare e implementare un sistema di gestione del traffico aereo specifico per gli Uav (Unmanned Aerial Vehicles) e a definire le modalità di erogazione dei servizi mediante lo sviluppo di una piattaforma che, integrando molteplici ed articolate tecnologie, garantisca la movimentazione sicura dei velivoli a pilotaggio remoto. 

Tramite questa operazione, Enav si propone di far coesistere il traffico aereo tradizionale con le esigenze della nuova tipologia di traffico, consentendo l'impiego dei droni per un numero crescente di servizi anche di pubblica utilità, ai massimi livelli di sicurezza. Il settore dei droni è ancora in fase di crescita ma con grandi potenzialità, precisa la nota, evidenziando che uno studio prospettico condotto dalla Sesar Joint Undertaking nel contesto del Single European Sky ha stimato che nel 2035 ci saranno oltre 7 milioni di droni nei cieli europei. 

Controllo del traffico aereo
Prevenire le collisioni tra aeromobili sia in volo che a terra, rendere sicuro il flusso del traffico aereo. Chi lo garantisce? E’ questo il controllo del traffico aereo, ossia quell'insieme di regole e organismi che contribuiscono a rendere sicuro, spedito e ordinato il flusso degli aeromobili al suolo e nei cieli di tutto il mondo attraverso l'applicazione di opportune procedure e l'utilizzo di sistemi di comunicazione e, quando disponibili, di sistemi radar di sorveglianza. Per il servizio di controllo del traffico aereo in Italia c'è l’Enav, con i suoi addetti che dalle torri di controllo supervisionano e gestiscono il traffico nello spazio aereo superiore ai 500 piedi, ossia circa 150  metri.
 
Il futuro
Nel mondo sono in corso vari progetti di analisi e studio che stanno definendo e sviluppando i nuovi requisiti per un sistema comune di gestione del traffico aereo altamente efficiente. A livello europeo, il progetto di riferimento si chiama Sesar (Single European Sky ATM Research, studio di un sistema di gestione del traffico aereo per il cielo unico europeo): è un programma volto a revisionare completamente lo spazio aereo europeo e il suo sistema di gestione del traffico aereo. Il programma è in fase avanzata, cioè si stanno implementando le infrastrutture su larga scala in base ai nuovi concetti elaborati all’interno di Sesar; è attualmente gestito da un consorzio che è il risultato di una collaborazione tra il settore pubblico e quello privato.
 
Tecnologie, droni e pilotaggio remoto
Con l’evoluzione delle tecnologie, nuove tipologie di velivoli si stanno affacciando ogginello spazio aereo, tra questi i droni, cioè aerei privi di un pilota a bordo ma gestiti  a distanza attraverso sistemi e consolle. Già utilizzati in campo militare, si sta lavorando all’integrazione dei droni nel controllo del traffico aereo civile. Sono in corso, infatti, varie sperimentazioni per adeguare le procedure a questi nuovi scenari e gestire la cosiddetta “Rpas insertion”, ovvero l’incursione di droni nello spazio aereo controllato.

Nei prossimi anni il numero dei droni civili è destinato ad aumentare in modo significativo: da qui al 2035 solo in Europa ci saranno in circolazione 7 milioni di droni a uso ricreativo e 400mila droni utilizzati da autorità pubbliche e da aziende per fini commerciali. La vasta maggioranza di essi volerà in uno spazio definito “Very Low Level” (VLL), sotto i 150 metri. Ciò significa che questi velivoli pilotati da remoto hanno e avranno sempre più un impatto non solo sulla zona di controllo soggetta al servizio di controllo del traffico aereo ma anche su una porzione di cielo inferiore. La piattaforma annunciata oggi gestirà proprio questo tipo di droni, con peso inferiore ai 25 chilogrammi.
 
Leonardo intende costituire una piattaforma che divenga una sorta di community, un punto di riferimento per il settore dei droni, in cui potranno convergere domanda/offerta di servizi basati sull’impiego dei droni. 
Non si punta solo al mercato italiano, ma anche ad Asia e  America. 

I pericoli cyber
La sicurezza è un elemento fondamentale da sempre nel settore dell’aviazione ma ora anche la cybersecurity è importante. Si calcola che in media ci siano un migliaio di cyber attacchi al mese in questo settore.
E con i droni il problema è ancora più serio. Infatti, il controllo di questi “oggetti” nel VLLl presenta notevoli problematiche di sicurezza e di cyber security. I droni stessi possono essere oggetto di attacchi hacker finalizzati, ad esempio, a carpire il controllo del velivolo oppure le informazioni da esso raccolte e veicolate, e lo stesso può avvenire con il sistema centrale di controllo.

Anche i sistemi di controllo del traffico aereo tradizionale, con l’evolvere di tecnologie come i sistemi di messaggistica datalink, rischiano di essere oggetto di attacchi hacker.
In questo ambito specifico, Leonardo ha di recente guidato il progetto europeo di ricerca Gamma. Concluso a fine 2017, il progetto ha avuto come obiettivo quello di migliorare la sicurezza nella gestione del traffico aereo. Dell’iniziativa, del valore di circa 14 milioni di euro, hanno fatto parte 19 partner europei. 
 
 





  Ultimo aggiornamento: 28 Maggio, 19:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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