Effetto Black Mirror, ecco il robot che vi fa parlare con una persona cara scomparsa

Martedì 8 Gennaio 2019 di Paolo Travisi
Come un episodio della celebre serie inglese Black Mirror, in cui una giovane donna perde il marito, ed incapace di superare il dolore, compra un automa, identico esteticamente. La realtà imita la finzione nella creatura digitale di Etsuko Ichihara, che ha inventato un robot in grado aiutare le persone vittime di un lutto. Si chiama Digital Shaman Project, l'automa creato da un team di ricercatori giapponesi, programmato per simulare il comportamento e le conversazioni di un essere umano defunto. Per rendere la creatura meno fredda, hanno apposto alla faccia robotica, la riproduzione in 3D del viso della persona deceduta.



L'invenzione di Etsuko Ichihara è il frutto di un lutto personale, o meglio della sofferenza provata in seguito alla morte della nonna, che l'hanno spinto ad inventare un robot in grado di ricordare chi non c'è più. La fase più complicata di questo prodotto digitale, è quella che precede la messa in funzione, perché è necessario che il robot viva per alcuni giorni insieme alla persona che sta per morire, in modo da imparare lo stile di conversazione, il tono della voce, le frasi utilizzate, il comportamento. Dunque la persona morente deve essere coinvolta in questo progetto sperimentale, nella fase più sofferente della sua esistenza. Ma soprattutto deve avere la consapevolezza di continuare a vivere nella forma di un robot anche se per pochi giorni. Il progetto, infatti, prevede che l'automa viva al massimo per 49 giorni. Ultimo aggiornamento: 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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