Vega, inchiesta conferma errore che ha causato fallimento di 17a missione del razzo Vega: cavi scambiati nel 4° stadio

Venerdì 18 Dicembre 2020
Vega, inchiesta conferma errore che ha causato fallimento di 17a missione del razzo Vega: cavi scambiati nel 4° stadio

Un banale per quanto assai costoso errore nel collegare i cavi di attivazione del motore del quarto stadio del razzo Vega ha causato il fallimento della 17a missione. E' confermato quanto ipotizzato già nei giorni seguenti al lancio del 17 novembre scorso.

Non è stato un difetto di progettazione, ma un errore (scambio di cavi) nella connessione del sistema di attivazione degli ugelli del motore del quarto stadio, Avum, la causa all'origine del fallimento del razzo Vega, costruito al 70% per cento dall'Avio a Colleferro. In quel 30% che arriva da altri paesi europei c'è anche il quarto stadio del missile, l'Avum, realizzato da Ucraina e Spagna. Ad Avio il compito di integrarlo e testarlo nell'assemblaggio finale del razzo che dal 2012 ad oggi ha effettuato 17 missioni fallendo la 15a e appunto la 17a. La striscia dei primi 14 lanci perfetti rappresenta un record assoluto nella storia della missilistica, poi i due fallimenti costati la distruzione dei satelliti destinati a essere sistemati in orbita. Nonostante i due stop, Vega, che rappresenta anche la via autonoma per l'Italia per l'accesso allo spazio come riservato ancora a pochi paesi, continua a vantare una ragguardevole posizione fra i razzi lanciatori di maggiore successo.

Tra i due fallimenti il successo della 16a missione, importante anche per l'innovativo payload (il carico utile per il quale le aziende o gli enti pagano il trasporto in orbitai) composto da 53 satelliti posti in diverse orbite grazie a un dispenser finora prerogativa solo di Vega. Ora lo scenario, chiarito l'errore alla base dell'interruzione del 17° volo e che non comporterà revisioni articolate quanto quelle che sono risolte dopo il primo fallimento (guasto al motore del secondo stadio),  si sposta al primo trimestre dell'anno prossimo quando decollerà la 18a missione di Vega per riprendere a smaltire il corposo portafoglio di commesse.

 

Anche nel caso dell'ultima missione è stata istituita una commissione d'inchiesta indipendente dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dalla società Arianespace, che gestisce i lanci dalla base europea di Kourou (Guyana Francese) 

Le cause dell'errore, ha rilevato la Commissione d'inchiesta, sono da ricercare nella procedura di integrazione del quarto stadio del lanciatore e in particolare nell'inversione dei collegamenti elettrici, non rilevata durante i test eseguiti prima del volo a causa di alcune incongruenze tra requisiti specifici e controlli prescritti.

Tutto questo ha portato al mancato controllo della traiettoria e quindi alla perdita del veicolo. Nel frattempo, non appena definita la roadmap per la ripresa dei voli del lanciatore, costruito in Italia dalla Avio, una task force guidata dall'Esa e Arianespace è già lavoro per attuare i passaggi indicati dalla Commissione d'inchiesta, in vista della ripresa dei voli di Vega nel pieno rispetto del calendario finora fissato, che prevede il prossimo lancio entro il primo trimestre del 2021.

«La chiarezza delle conclusioni presentate dalla Commissione indipendente apre la strada all'immediata implementazione da parte di Avio, capocommessa di Vega, delle raccomandazioni sulla loro linea di integrazione, con il supporto di Arianespace ed Esa», ha osservato l'amministratore delegato di Arianespace, Stephane Israel, a capo della Commissione d'inchiesta con il direttore del Trasporto spaziale dell'Esa, Daniel Neuenschwander. Per Israel la situazione è tale che «potrebbe consentire un ritorno al volo entro la fine del primo trimestre del 2021, nella piena fiducia nella qualità e nella competitività di Vega sul mercato».

Dello stesso avviso Neuenschwander, per il quale «nelle ultime settimane i membri della Commissione d'inchiesta indipendente hanno svolto un lavoro eccezionale, con il supporto del contraente principale Avio. La Commissione ha elaborato una serie di raccomandazioni che, una volta attuate, dovrebbero consentire un ritorno robusto, affidabile e persino rapido al volo di Vega, contribuendo a garantire l'autonomia di accesso allo spazio dell'Europa».

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