In redazione debutta l'AI, al Miami Herald c'è BOT che firma articoli sull'immobiliare

In redazione debutta l'AI, al Miami Herald c'è BOT che firma articoli sull'immobiliare
di Franca Giansoldati
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Sabato 6 Novembre 2021, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 23:04

In un grosso quotidiano degli Stati Uniti, il Miami Herald, ha debuttato ufficialmente un giornalista molto speciale: si firma Miami Herald Bot ma in realtà è un software frutto dell'intelligenza artificiale. Ha preso il posto di un veterano del settore immobiliare, Renè Rodriguez andato in pensione il 10 ottobre scorso dopo avere lavorato per il quotidiano dal 1989 in una varietà di ruoli, ultimo dei quali il settore immobiliare.

Pochi giorni dopo Bot scriveva e firmava il suo primo articolo sul sito intitolato: A nord di Miami Beach si vende una casa per 2,4 milioni di dollari. Solo due minuti dopo il primo articolo (lungo una decina di righe) appariva in rete il secondo articolo che riguardava la vendita di un condominio immerso nel verde per la modica cifra di 5,4 milioni di dollari. Tre minuti dopo ancora, un successivo articolo che informava i lettori che a Sunny Isles Beach era stata messa in vendita una bella casa per 2,6 milioni di euro. 

Per ora le storie di Bot si concentrano solo sulle vendite immobiliari. Sono tipicamente brevissime e seguono un modello che include l'indirizzo della proprietà, la data di vendita, il prezzo di vendita, il prezzo per metro quadrato, quanti bagni ci sono e quante camere da letto. I lettori naturalmente si sono incuriositi a questo nuovo modo di fare informazione anche se hanno già postato i primi commenti piuttosto critici, dai quali viene rilevato che a lungo andare gli scritti di Bot sono noiosi e privi di brio.

In questi giorni non sono mancati piccoli scivoloni, per esempio quando Bot ha pubblicato un articolo ponendo una domanda su quanto costa comprare casa in un particolare quartiere di Miami, fornendo di seguito una storia che citava solo le specifiche di una singola vendita pari a 455 mila dollari.

Il New York Times si è occupato subito di questo caso chiedendo un commento agli editori del giornale che però non hanno risposto. Negli ultimi anni Forbes, Associated Press, Bloomberg, e il Guardian hanno sviluppato software per tentare di coprire tutto, dalle breaking news allo sport, alla politica.

Il software base è una idea dell'ex giornalista del Los Angeles Times, Ken Schwencke che ha aiutato a dare per primo e a riferire sul terremoto di magnitudo 5.1 a Los Angeles nel 2014. A partire dal 2019, quasi un terzo dei contenuti pubblicati da Bloomberg News si basa su una qualche forma di tecnologia automatizzata.

La maggior parte dei colossi mediatici americani ritengono che i Bot possano incrementare la produttività per notizie minori permettendo ai giornalisti di avere più tempo per i progetti più ampi e le grandi inchieste. Tuttavia non mancano interrogativi che restano aperti dopo che Twitter utilizzò un Bot creato da Microsoft dal mome Tay che fu influenzato da tweet a sfondo razzista e xenofobo fino a diventare una specie di nazista. 


 

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