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Twitch, cresce anche in Italia la piattaforma che fa concorrenza a Tik Tok: 4 milioni di italiani al mese

Venerdì 4 Dicembre 2020

Dopo l'esplosione del fenomeno Tik Tok, arriva anche in Italia il sito di live straming Twitch: si tratta di una piattaforma per gamers, esistente sin dal 2011 e recentemente acquistata da Amazon - l'azienda di Jeff Bezos -  per 970 milioni di dollari. Secondo Vincenzo Cosenza, un esperto di social media, «In Italia la crescita si è avuta quest'anno durante il lockdown. Al momento, secondo alcuni dati a mia disposizione stimo che siano circa 4 milioni gli italiani che si affacciano su Twitch ogni mese. Sono soprattutto uomini (67%) e studenti (24%), interessati alla tecnologia, alla scienza e alla musica».

La crescita

La pandemia da coronavirus ha costretto gli italiani a stare a casa, e potrebbe effettivamente aver incentivato la crescita del sito: ad oggi, intanto, sembra che Twitch nel mondo abbia una media giornaliera di circa 26,5 milioni di utenti. Si tratta di una cifra che consiste di 2 milioni di visualizzatori al secondo e 6 milioni di streamer ogni mese, per un totale di 600 milioni di minuti solo lo scorso anno. Negli Stati Uniti si tratta di un fenomeno largamente diffuso: lì, la metà degli utenti ha tra i 18 e i 34 anni, mentre il 14% degli spettatori ha meno di 18 anni.

Twitch è una piattaforma che per alcuni aspetti ricorda YouTube, ma ha una peculiarità: è dedicata interamente ai videogiochi, e generalmente chi ha un canale non si limita a caricare video, ma trasmette in diretta. Soprattutto è molto più condivisa: le community si aggregano e discutono in tempo reale: «Mi ricorda molto il tipo di aggregazione che avveniva nei bar degli anni Ottanta quando si formavano i capannelli attorno al campione di turno, ricurvo sul joystick di Scramble o Wonder Boy». Così Vincenzo Cosenza.

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Tuttavia l'esperto ha anche messo in  guardia dall'abuso di certi canali, perché a volte «delle sale giochi di un tempo, il social di Amazon, conserva anche quella sensazione di essere in una zona franca, destinata a pochi iniziati, dove tutto è permesso. Non è difficile imbattersi in giocatori che bestemmiano o si lanciano in dichiarazioni razziste e sessiste. Solo di recente l'azienda ha iniziato a vigilare con più costanza, anche per evitare che gli inserzionisti scappino».

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