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Thales Alenia Space sfida Musk e Bezos: contratto record da 3 miliardi di dollari per costruire flotta di 300 satelliti per Telesat

Venerdì 12 Febbraio 2021 di Paolo Ricci Bitti
Thales Alenia Space sfida Musk e Bezos: contratto record da 3 miliardi di dollari per costruire 300 satelliti per Telesat

È la più imponente commessa nella storia del settore aerospaziale italiano: 3 miliardi di dollari della canadese Telesat per Thales Alenia Space, uno dei campioni della Tiburtina Valley, per costruire una costellazione di 298 satelliti


È una sfida, lassù in orbita, ai giganti delle comunicazioni satellitari quali Starlink di Elon Musk (SpaceX e Tesla) e Kuiper di Jeff Bezos (Blue Origin e Amazon)? 
«La concorrenza effettivamente è forte - risponde Massimo Comparini, 57 anni, romano con laurea alla Sapienza in Ingegneria elettronica, ad di Thales Alenia Space Italia (67% della francese Thales e 33% dell’italiana Leonardo) - Ma noi siamo pronti a fare la nostra parte in questo mercato in continua espansione. Costruiremo a un passo dalla Capitale e all’Aquila i componenti principali dei satelliti della costellazione LightSpeed che porterà la banda larga in tutto il pianeta».


L’accordo è equivalente, dollaro più dollaro meno, e sia pure spalmato negli anni, all’intero fatturato annuo del comparto aerospaziale italiano che conta 600 aziende e 7mila addetti.
«Telesat è sul mercato dei satelliti da mezzo secolo, l’azienda del ceo Dan Goldberg è fra le veterane del settore e prevede una sempre maggiore richiesta di questi servizi: del resto la space economy è destinata a passare in dieci anni da 340 a 4mila miliardi».

Vale sempre il detto che per ogni dollaro investito nello spazio se ne ricavano da 3 a 8?

«Di sicuro queste costellazioni di satelliti, e anche altre iniziative diretto allo spazio, innescano un effetto leva sui servizi e una cascata impressionante di spin off: poter contare su comunicazioni veloci mette le ali a ogni attività dell'uomo e in ogni settore».

 


Tas (7.700 dipendenti nel mondo e 2,15 miliardi di fatturato nel 2019) col sostegno di Telespazio (67% Leonardo e 33% Thales) è già impegnata con le flotte GlobalStar 2, O3B, Iridium Next, senza dimenticare Galileo, Copernicus e CosmoSly Med. Ma con LightSpeed il salto di categoria è cosmico.
«Confermo, si tratta di realizzare 298 satelliti di nuova generazione con 12 anni di esercizio collocati in orbita bassa fra mille e 1.300 chilometri di quota (la stazione spaziale internazionale sfreccia è a 400 chilometri, ndr) quindi più in alto di altre maxi costellazioni. Riusciremo a dotarli di un’innovativa flessibilità che permetterà di riconfigurarli in orbita a ogni progresso delle tecnologie (ad esempio quelle 5G e 6G) o esigenza dei clienti. Saranno in connessione ottica (laser) fra loro e questo permetterà una latenza (ritardo) bassissima nei collegamenti satellite-satellite e con la Terra, perché la gara si gioca sulla velocità di trasmissione. Sarà possibile portare dal cielo la velocità e la qualità delle trasmissioni che attualmente garantisce la fibra ottica a terra ma che per ovvie ragioni non potrà mai raggiungere ogni angolo del pianeta. Con LightSpeed copriremo anche i poli». 

Massimo Comparini

Anche le contrattazioni, soprattutto quelle automatiche, nelle borse di tutto il mondo passano ormai in gran parte dalle comunicazioni satellitari: una frazione di secondo in più o in meno dei tempi dell'ordine può valere milioni di dollari.

«Appunto, e quello è solo uno dei tantissimi aspetti che spingono all'allestimento di reti di satelliti sempre più affidabili e dotati di sostemi di comunicazioni come quelli della rete LightSpeed (velocità della luce) che realizzeremo»

Una costellazione "made in Italy" senza precedenti per dimensioni e innovazione, ma poi tra un po' arriverà la Cina con le trasmissioni quantiche iperveloci e soprattutto inintercettabili.

«Una scenario interessante ma non proprio dietro l'angolo. Non ci preoccupa ancora questa concorrenza anche perché nel frattempo continueremo a fare passi in avanti anche noi».


Musk vuole affollare l’orbita con 12mila piccoli satelliti, Bezos con 3.236, OneWeb con 650 e Google è pronta a muoversi: un assembramento mai visto visto che sopra le nostre teste ce ne sono già, fra “vivi” e “morti”, 14mila.
«I nostri satelliti, che peseranno poco meno di 8 quintali, saranno innovativi grazie anche al generatore di frequenze e al sistema telemetrico “made in Tas”. Per portarli in orbita Telesat ha un accordo con Blue Origin di Bezos (fino a 30 satelliti per lancio dal 2023), ma non è detto che in futuro non possano entrare in gioco i vettori europei Ariane 6 e Vega C. Al momento la rete è progettata per 298 satelliti, ma non sono escluse aggiunte».

La costellazione di satelliti LightSpeed


Alla firma dell’accordo con Telesat c’erano, a fianco del ceo di Tas, Hervé Derrey, i ministri francesi Bruno La Maire (Economia) e Franck Riester (Commercio estero).
«L’orgoglio transalpino per questo accordo è forte tanto quanto il nostro. Si tratta anche di aiutare il progresso della conoscenza dell’uomo che Tas aiuta anche nell’esplorazione spaziale verso la Luna e verso Marte. Abbiamo commesse importanti in ogni programma a cominciare da quello Artemis che riproporrà lo sbarco degli astronauti sulla Luna».


Senza satelliti siamo talpe.
«Peggio, torneremmo alla vita dei nostri nonni. Non si proprio proprio immaginare la vita attuale e futura senza satelliti: dagli smartphone ai sistemi di navigazione gps, dalle trasmissioni radiotelevisive e in streaming alle connessioni web. L'intelligenza artificiale e la guida automatica o da remoto dei veicoli e dei velivoli, per dire le prime due cose che vengono in mente, semplicemente non sarebbero immaginabili senza comunicazioni satellitari veloci. E guardi anche alla necessità vitale di poter trasmettere enormi quantità di dati e in fretta per affrontare la pandemia del Covid o gli effetti del cambiamento climatico o per monitare le conseguenze di catastrofi naturali e tentare di prevenirle».


Che dire, infine, agli astronomi e ai sognatori che guardano le stelle ormai fra un satellite e l’altro?

«I nostri sono studiati anche per non essere d’ostacolo a queste osservazioni e a questi sogni». 

Paolo Ricci Bitti

Le dichiarazioni

Il presidente e Ceo di Thales Alenia Space, Hervé Derrey: “Il primo lancio di 13 satelliti sarà effettuato entro 24 mesi dall’avvio del programma. A piena produzione costruiremo un satellite al giorno. Un progetto che rappresenta una grande sfida per Thales Alenia Space, ma l’essere stati selezionati per una tale impresa dopo un lungo processo ci rende particolarmente orgogliosi. Questo storico contratto rafforza tutta l’industria spaziale europea, incluse le piccole e medie imprese del settore, con effetti positivi indiretti che dureranno per molti anni. Desidero ringraziare sentitamente Telesat per la fiducia dimostrata nei confronti della nostra società e confermare il nostro orgoglio per essere stati selezionati in seguito ad un processo altamente competitivo. Tas ha una esperienza consolidata nei sistemi satellitari end-to-end, nella digitalizzazione dei payload, nei collegamenti inter-satellitari, nella gestione di un’organizzazione internazionale e capacità industriali nella realizzazione di costellazioni, e siamo onorati di capitalizzare questa grande competenza per questo programma così importante”.

 

“Avendo completato il lavoro di progettazione e di ingegneria, siamo entusiasti di procedere insieme a Thales Alenia Space in qualità di prime contractor per la realizzazione di Lightspeed, la rete LEO più avanzata e capace al mondo - ha dichiarato Dan Goldberg, Presidente e Ceo di Telesat - “Thales Alenia Space vanta una notevole esperienza e un comprovato successo nella realizzazione di costellazioni innovative di satelliti. Siamo grati per l’eccellente lavoro svolto finora sul progetto in attesa di lavorare insieme, da vicino, per trasformare e ridefinire le comunicazioni spaziali con la rete Lightspeed”.

 

“La costellazione Lightspeed di Telesat consentirà un livello altissimo di connettività spaziale globale. Sono felice della selezione di Thales Alenia Space come primo contraente industriale per questo ambizioso progetto supportato da una forte partnership tra Francia e Canada. Questa selezione dimostra l'eccellenza dell'industria spaziale francese ed europea", ha affermato Bruno Le Maire, ministro francese dell'Economia, delle Finanze e del Recovery.

 

Franck Riester, il ministro delegato al Commercio estero ed all'Attrattività economica, è soddisfatto di questo importante contratto, che rafforza i legami tra Francia, Europa e Canada nel settore spaziale: "In Francia, per i prossimi 5 anni, questo contratto mobiliterà Thales Alenia Space, che ho visitato lo scorso gennaio, così come un gran numero di aziende francesi. Ciò riflette la qualità del nostro know-how industriale e tecnologico".

 

Leonardo

Soddisfazione anche in casa Leonardo (33% di Thales Alenia Space) per la maxicommessa con Telesat. L’ad Alessandro Profumo: «Dimostrata ancora una volta la nostra solidità e credibilità. Lo sviluppo sostenibile dipenderà sempre di più dalla possibilità di essere connessi in modo sicuro e affidabile, superando diseguaglianze e barriere. L’accordo pone Thales Alenia Space e Telesat al centro di uno degli snodi principali del processo di digitalizzazione. Sarà possibile fornire servizi professionali ad alte prestazioni a banda
larga in tutto il mondo». 

Ultimo aggiornamento: 00:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA