Tabacci e Saccoccia: «Sistema Italia all'avanguardia, ma la corsa allo spazio si vince se l'Europa è unita»

Tabacci e Saccoccia: «Sistema Italia all'avanguardia, ma la corsa allo spazio si vince se l'Europa è unita»
di Paolo Ricci Bitti
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Accelera la corsa allo spazio: la Luna è dietro l'angolo ed è già nato l'uomo che metterà piede su Marte, ma l'Europa e quindi anche l'Italia rischiano di restare indietro, di perdere posizioni nei grafici a inchiostro nero degli economisti che puntano sempre più impetuosamente verso le stelle mentre grandi potenze come Cina e India affiancano Stati Uniti e Russia. Entro il decennio la space economy mondiale toccherà quota 4mila miliardi di dollari rispetto ai 366 attuali, con il comparto dei satelliti, in cui l'Italia è all'avanguardia, che vale il 74% del piatto. Lo spazio è sogno e gloria, esplorazione e continue sfide tecnologiche, ma si è trasformato anche in un'infinita cornucopia come dimostra anche la gara fra i miliardari Musk e Bezos: per ogni dollaro investito dall'orbita in su ne tornano dai 3 a 8, come sanno bene le nostre 700 aziende aerospaziali che, grazie a 7mila tecnici altamente specializzati, assommano un fatturato di quasi 3 miliardi di euro grazie al coordinamento dell'Agenzia spaziale italiana,

Con 2,3 miliardi di euro siamo i terzi contribuenti dell'Agenzia spaziale europea, dopo Germania e Francia, e ce la caviamo sempre meglio, ha detto ieri Josef Aschbacher, direttore generale dell'Esa durante l'incontro 'Obiettivo Europa. L'Italia e il futuro nello spazio, tenuto nella sede dell'Asi a Tor Vergata: «L'Italia è costantemente sopra quota 1, ovvero è capace di riportare in Italia più di quanto spende». Risultati che confermano lo storico ruolo "spaziale" dell'Italia, da sempre al tavolo dei grandi quando si parla di stelle e astronavi.  E anche nel Pnrr varato dal Governo Draghi vi sono due miliardi per il comparto aerospaziale.

Solo che adesso, con la corsa all'oro spaziale che romba, non si può più perdere tempo a ragionare in piccolo, ristretti entro i confini nazionali: nello spazio da soli non si va da nessuna parte, se ne sta rendendo conto anche la Russia che fa accordi con la Cina. In questa gara allora è l'Europa, e non i singoli stati, che deve sprintare.

L'Italia e l'Europa devono «farsi avanti rispetto a Cina e Stati Uniti, concorrenti forti e aggressivi, perché investono molto di più nel settore commerciale e privato. Se non ci facciamo avanti, con una posizione più forte e più investimenti, perdiamo la leadership, che è qualcosa che non vogliamo e non possiamo permetterci». Ha detto ancora  Aschbacher. «Leadership vuol dire essere anche essere in grado di cogliere le opportunità che si offrono. Se vediamo il settore dello spazio, vuol dire molti soldi: si tratta al momento di 350 miliardi di dollari, che si triplicheranno nel prossimo decennio . Se pensiamo a questo aspetto, vediamo persone come Jeff Bezos ed Elon Musk che investono tantissimo per fare soldi, quindi l'Europa deve partecipare», ha continuato Aschbacher. Il direttore generale dell'Esa ha poi elogiato la posizione dell'Italia all'interno dell'agenzia, evidenziando il suo ruolo di «potenza spaziale per eccellenza, capacità, competenze e investimenti. E' tra i migliori a livello europeo e mondiale. L'Italia è un forte membro dell'Esa, a cui partecipa per il 13%, dietro solo a Francia e Germania».

Giorgio Saccoccia, presidente dell'Asi, incassa i complimenti: «Siamo veramente felici di  ospitare questo evento, fortemente voluto dal sottosegretario on Bruno Tabacci e dalla Presidenza del Consiglio. È un momento importante di incontro sul futuro dello spazio in Europa e in Italia. Il punto fondamentale di questo percorso è la collaborazione fra industrie, enti di ricerca e l’Agenzia Spaziale Italiana. Avendo dalla nostra parte l’attenzione della politica  e dell’intero Paese, possiamo puntare, in maniera coesa, alle prossime sfide nazionali nel settore e anche ad una partecipazione  efficace alla ministeriale dell’ESA del 2022 con uno sguardo concreto verso quelli che saranno i prossimi passi  delle attività spaziali imminenti.Un futuro che, chiaramente, ci impone l’attenzione nei confronti dei giovani. Saranno loro la linfa vitale che porterà avanti le idee innovative e i progetti che stiamo pensando di sviluppare. In stretta collaborazione con il mondo della formazione e dell’Università faremo in modo che nuove competenze siano presto disponibili per alimentare la forza-lavoro per il domani del settore».

«Daremo continuità a temi su cui l'Italia è già molto forte, con grande sostegno all'intera filiera. Siamo solo all'inizio del percorso che ci porterà a definire le tematiche per cui l'Italia si vuole esprimere al meglio nella ministeriale. Ci saranno scelte prioritarie che daranno continuità, come per l'osservazione della Terra, l'esplorazione e così via. Sicuramente cercheremo di guidare questo processo attraverso qualcosa che possa massimizzare la sinergia tra programmi Esa e programmi nazionali». Lo spazio, ha aggiunto Saccoccia, «genera crescita economica. Cercheremo di posizionare al meglio le nostre imprese, in Europa e fuori. Quello che guiderà le scelte è il sostegno all'intera filiera. Faremo una valutazione delle proposte che arriveranno dall'Esa in modo da coinvolgere al meglio l'intera filiera, con il coinvolgimento massimo delle Pmi, spina dorsale dell'impresa italiana».

Un tavolo tra Italia, Francia e Germania, per trovare una convergenza tra i loro interessi nell'ambito delle politiche spaziali europee: è quanto sarebbe opportuno avviare secondo Bruno Tabacci, sottosegretario con delega allo Spazio e presidente del Comint (Comintato interministeriale per le politiche relative allo spazio). L'agenda dell'Agenzia spaziale europea (Esa) fa il punto «su possibili minacce all'economia europea: competizione, concorrenza e tutela devono trovare un giusto equilibrio. E' un mercato che ha bisogno di competere, per poter crescere. Se si continua a dire, prima casa nostra, è difficile che il contesto in cui si gioca la partita, cresca. Va fatto un bilanciamento tra le opposte esigenze. C'è la necessità di una politica industriale comune europea per attuare futura visione europea dello spazio», ha detto. Tabacci ha rilevato che ci sono alcuni paesi membri dell'Esa «come Francia, Germania e Italia, che possono avere interessi divergenti, ma su tali questioni trovare un punto di incontro è decisivo. C'è la necessità di dare vita a un tavolo tra Italia, Francia e Germania, che aiuti l'Esa a camminare ancora più rapidamente. Bisogna trovare una calibratura adeguata».

«È estremamente importante che l'Italia, e l'Europa, si facciano trovare pronti alla sfida. In questa logica rientrano anche gli interventi di sostegno alle imprese aerospaziali, che come Governo abbiamo introdotto con il decreto approvato ieri, che favoriscono la liquidità allungando i termini di restituzione di alcuni finanziamenti. In modo unitario, dobbiamo lavorare a una nuova missione che si concentri sull'eccellenza spaziale e ci aiuti anche a uscire dall'attuale crisi sanitaria, economica e climatica. L'Ue dispone della migliore infrastruttura spaziale per il monitoraggio del cambiamento climatico e della salute del nostro pianeta. Questo è anche uno degli obiettivi che ci siamo dati con il Pnrr». Lo scrive il vice ministro dell'Economia Laura Castelli, anch'essa all'evento dell'Asi.

Venerdì 21 Maggio 2021, 17:25
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