Piramidi di Giza costruite vicino a un ramo estinto del Nilo

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Sabato 25 Maggio 2024, 09:40

Una nuova ricerca dell'Università della Carolina del Nord di Wilmington suggerisce che le antiche piramidi egiziane furono costruite lungo un ramo del fiume Nilo, ora scomparso, chiamato Ramo di Ahramat. Questo corso d'acqua, lungo circa 63 km e largo più di 609 metri, avrebbe facilitato il trasporto dei materiali per la costruzione delle piramidi, risolvendo il mistero di come furono costruiti i complessi di Giza e altre piramidi nell'altopiano del deserto occidentale. Lo studio pubblicato su «Communications Earth and Environment» evidenzia che molte piramidi, risalenti all'Antico e al Medio Regno, hanno strade rialzate che terminano con templi a valle, suggerendo che questi fungessero da porti fluviali lungo il ramo estinto del Nilo, utilizzato per il trasporto di operai e materiali.

La ricerca sulle Piramidi

Il team di ricercatori dell'Università della Carolina del Nord ha utilizzato immagini radar satellitari, dati geofisici e carotaggi profondi del suolo per indagare la struttura del sottosuolo e i depositi sedimentari nella Valle del Nilo settentrionale, tra Lisht e l'altopiano di Giza. A differenza del paesaggio arido e inospitale che conosciamo oggi, fino a 6.000 anni fa la valle era una rete di paludi e pianure alluvionali d'acqua dolce, con gli abitanti che si spostavano sugli argini naturali del fiume e sulle jeziras (isole) all'inizio del periodo dell'Antico Regno (circa 2686 a.C.). Secondo lo studio, «la maggior parte delle città e dei monumenti principali si trovavano in prossimità delle rive del Nilo e dei suoi rami periferici. Nel corso del tempo, tuttavia, il corso principale del Nilo si è spostato lateralmente e i suoi rami periferici si sono insabbiati, lasciando dietro di sé molti siti dell'antico Egitto lontani dall'attuale corso del fiume». Il Ramo di Ahramat si è spostato costantemente verso est, con canali abbandonati visibili nelle mappe storiche della zona del 1911. Il lago Dahshur è probabilmente l'ultima traccia esistente dell'affluente.

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