It Takes Two, il videogame di coppia che è una luna di miele al contrario

It Takes Two, il videogame di coppia che è una luna di miele al contrario
di Raffaele d'Ettorre
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Venerdì 14 Maggio 2021, 11:06 - Ultimo aggiornamento: 11:08

May e Cody sono due genitori sull’orlo della separazione, trasformati in pupazzi dalla piccola figlia Rose stanca del continuo fuoco incrociato dei genitori. Insieme, i due dovranno riuscire a raggiungerla per spezzare l’incantesimo, trovando un modo per collaborare anche se ormai la loro vita coniugale è agli sgoccioli, il tutto sotto la guida attenta di un grottesco libro parlante. È questa la ricetta messa in campo dagli svedesi di Hazelight Studios nella loro ultima fatica, una fiaba moderna magistralmente realizzata che tocca con garbo un tema – quello delle dinamiche di coppia – che raramente si è visto realizzare in campo videoludico con tanta freschezza. “It takes two” infatti altro non è che una gigantesca metafora del matrimonio, ma in progressione inversa: si parte dalla fine per tornare ai fasti della luna di miele, e ogni fase viene sottolineata da cambi continui nel ritmo e nelle dinamiche di gioco. Se fosse un film – e per molti versi lo è -, sarebbe il cugino romantico di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”, riadattato ad un universo che in realtà deve molto anche alla Pixar.

 

GAMEPLAY

“Ne servono due”, letteralmente: il gioco è in split-screen, con lo schermo diviso cioè verticalmente a metà, dove ogni giocatore controlla il suo personaggio e la sua metà di visuale. Vietato giocare da soli: ognuno dei due pupazzetti ha un’abilità specifica, che può essere usata solo in congiunzione con lo sforzo del partner e che cambia continuamente a seconda del livello, con meccaniche spesso geniali che si rinnovano man mano che progrediamo nella storia. L’esperienza risulta quindi sempre fresca e non c’è mai il rischio di annoiarsi, anche grazie ad un’ambientazione fantasiosa dove gli oggetti comuni prendono vita e interagiscono con noi.

CI VUOLE PAZIENZA

Nonostante la brillante direzione artistica e il chiaro occhiolino al gioco in famiglia, It Takes Two non è un titolo per chi non abbia almeno un po’ di dimestichezza con i platform. Non è, cioè, un gioco adatto a trascinare parenti o amici verso una prima esperienza di gaming. Nonostante gli enigmi siano sempre abbastanza semplici, spesso richiedono una certa manualità con il controller che non ci si può realisticamente aspettare dai giocatori alle prime armi. Il centro dell’esperienza è la cooperazione – non si può proseguire da soli in nessun modo – e settando l’asticella della difficoltà in una terra di mezzo che non è né troppo facile né troppo difficile, il rischio è quello di scontentare tutti: chi ha dimestichezza si sentirà frenato, chi invece è alle prime armi si sentirà inadeguato e non si godrà un’esperienza che per tutto il resto fa scintille. E in un titolo tematicamente orientato verso l’armonia familiare, trovarsi a litigare con il proprio partner per un capitombolo di troppo diventa così involontariamente ironico. Nonostante questa piccola svista nel calibrare la difficoltà, “It takes two” rimane un’avventura da non perdere: brillante, confezionata con cura e capace di regalare più di una sorpresa.

“It Takes Two” è disponibile per PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X.

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