Castelfranco Emilia, il Comune usa lo "schwa" (ə) nelle note ufficiali: «È un linguaggio più inclusivo»

Mercoledì 14 Aprile 2021
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Castelfranco Emilia, il Comune usa lo "schwa" (ə) nelle note ufficiali: «È un linguaggio più inclusivo»

È un comune di 33mila abitanti, ma in Italia tanti potrebbero presto accodarsi all'iniziativa di Castelfranco Emilia. Il paese in provincia di Modena ha dato il via a una mini rivoluzione linguistica con l'obiettivo dell'inclusività. Tutto è nato in un post sulla pagina Facebook dello scorso 5 aprile, in cui è stato usato il simbolo fonetico dello "schwa", ossia una "e" capovolta che intende includere, appunto, sia gli uomini che le donne. «A partire da mercoledì 7 aprile moltə nostrə bambinə e ragazzə potranno tornare in classe», il copy scelto sui social

#buongiorno #CastelfrancoEmilia A partire da mercoledì #7aprile moltǝ nostrǝ bambinǝ e ragazzǝ potranno tornare in...

Pubblicato da Città di Castelfranco Emilia su Domenica 4 aprile 2021

È italiana la prima casa editrice che sostituisce il maschile generico con lo “Schwa”

Se per qualcuno l'intento iniziale del primo post non era chiaro abbastanza, la pagina ufficiale del Comune ne ha spiegato le ragioni con un altro messaggio una settimana dopo: «Il rispetto e la valorizzazione delle differenze sono principi fondamentali della nostra comunità e il linguaggio che utilizziamo quotidianamente dovrebbe rispecchiare tali principi. Ecco perché abbiamo deciso di adottare un linguaggio più inclusivo: al maschile universale (“tutti”) sostituiremo la schwa (“tutt”), una desinenza neutra». Con una precisazione: «Questo non significa stravolgere la nostra lingua o le nostre abitudini, significa fare un esercizio di cura e attenzione verso tutte le persone, in modo che si sentano ugualmente rappresentate».

Gli utenti si sono divisi sulla scelta, tanto da spingere il Comune a un'altra precisazione in un commento: «Gentilissimǝ, grazie a tuttǝ per i vostri commenti e le vostre considerazioni. Un'iniziativa come quella che questa mattina abbiamo presentato in questo post ha senza dubbio un valore "simbolico" e, se non accompagnata da azioni concrete e quotidiane, non sarà mai sufficiente a rendere la nostra comunità pienamente inclusiva. È però evidente che, come in tanti altri ambiti, anche le azioni simboliche abbiano la loro importanza e costituiscano un fondamentale punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti». Chissà che qualcuno non prenda esempio. 

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