Il dopo xylella, in Puglia mango e avocado a fianco degli ulivi secolari

Le nuove colture in Puglia
di Rita De Bernart
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 19 Gennaio 2022, 14:37 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 09:07

Mango, avocado, ma anche melagrane e litchis: il Salento prova a rifarsi il verde.

La rigenerazione del paesaggio, devastato negli ultimi anni dal batterio della xylella, riparte dagli alberi da frutto, anche tropicali. Il verde argento che per secoli ha caratterizzato il panorama salentino potrebbe infatti gradualmente essere sostituito dai colori sgargianti dei frutti tropicali e da coltivazioni esotiche e dimenticate. Nel futuro prossimo la previsione è di ampie distese di alberi verdi e carichi di frutti, laddove fino a qualche anno fa imperavano i maestosi ulivi secolari conosciuti in tutto il mondo. L’inversione di rotta, in qualche modo imposta dalla crisi del settore olivicolo e dalla necessità di ridare vita al paesaggio naturale, segue anche la scia dei drastici cambiamenti climatici degli ultimi decenni. Questo lembo di terra all’estremo sud della Puglia, ormai in parte desertificato dalla xylella, va sempre più tropicalizzandosi. Meno netta la distinzione delle mezze stagioni e clima caldo con picchi altissimi in estate e temperature sopra la media tutto l’anno. A dare il via definitivo a questa strada gli esiti della XIII Commissione agricoltura della Camera, del 21 febbraio 2019, che ha concluso un'indagine conoscitiva sul fenomeno legato al diffondersi del batterio della xylella.

Dalle varie audizioni con le Regione Puglia era emersa la drammaticità della situazione e la necessità di procedere con urgenza, sia al fine di contenere la diffusione del batterio che di favorire la ripresa produttiva dei territori colpiti. Da qui le richieste di snellire le procedure per l'abbattimento delle piante infette. La Commissione ha ritenuto dunque di incoraggiare la parziale riconversione verso altre colture, presenti in passato e sostituite nel tempo, anche al fine di diversificare il paesaggio agrario e aumentare la biodiversità nel territorio. E non solo. Considerata la vocazione dei territori si è ritenuto di incentivare la riconversione verso colture, come quella della frutta tropicale, che stavano dando vita a positive esperienze in altre regioni. E c’è già chi da qualche anno lo fa con grande successo. Significativo l’esempio dell’area di Copertino e Leverano, dove l’azienda Cairo e Doutcher sulla superfice degli uliveti espiantati ha messo a frutto distese di alberi di frutti esotici, la cui domanda continua a crescere in tutto il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA