Max Giusti: «Cattivissimo? Né me né tech: con la tecnologia solo un rapporto di buon vicinato»

Max Giusti: «Cattivissimo? Né me né tech: con la tecnologia solo un rapporto di buon vicinato»
di max giusti
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Mercoledì 20 Ottobre 2021, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 15:55

Il mio rapporto con la tecnologia è di “buon vicinato”. Diciamo che la mia esaltazione massima è stata forse quando, durante una giornata di pioggia, invece di scendere dalla macchina per rientrare nel cancello del parcheggio di casa, ho semplicemente dovuto attendere che si aprisse automaticamente osservando il lampeggiare delle sue luci. L’email, per me che sono del ’68, rappresentava già un’esperienza rivoluzionaria ed è stata una delle poche cose che sono riuscito ad approcciare con naturalezza. Assistere allo sviluppo e all’evoluzione di questo nuovo mondo digitale mi esaltava perché vi intravedevo l’opportunità di sentirmi sempre più cittadino del mondo, status che fino a quel momento avevo ricercato attraverso i miei frequenti viaggi all’estero. Ho un amico esperto di blockchain e criptovalute e confesso che un po’ lo invidio, lo considero un pioniere.

RISPARMIO

Oggi vedo coloro che vanno ad esplorare queste nuove galassie tecnologiche al pari dei viaggiatori che secoli fa partivano alla ricerca di terre di cui si supponeva solo l’esistenza. Tuttavia se da un lato la tecnologia ci semplifica e organizza le nostre attività quotidiane, dandoci anche l’opportunità di risparmiare tempo e denaro, dall’altro l’invasività degli smartphone, dei social e delle app hanno creato in me una certa insofferenza. La sensazione di essere continuamente controllati e di vivere quasi un’intrusione nella sfera personale è proprio il rovescio della medaglia. Negli anni ‘80/’90 ricordo che non sono mai riuscito a registrare una cassetta vergine, sarebbe bastato leggere due righe di istruzioni, ma la pigrizia me lo proibiva mentalmente: vedevo solamente i film. La mia è stata una formazione analogica e in me prevale una forte componente sanguigna: sono un uomo fatto di umori, di sensazioni, di sentimenti intensi, sono un passionale e mi faccio trascinare dalla fantasia, lasciando ancora spazio all’imponderabile. Al contempo resta un dato di fatto che la tecnologia abbia avuto un forte impatto su tutti i settori professionali, che richiedono quindi conoscenze e competenze sempre più aggiornate. Così anche io ho imparato a coniugare le mie attitudini con il cambiamento, immaginando ad esempio la resa di un film non più al cinema, ma in streaming. La trasformazione digitale avanza inarrestabile ed io continuerò a stare lì accanto a lei, per coglierne il meglio, senza permetterle mai di dettare completamente i ritmi della mia vita.

*attore e showman

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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