Max Biaggi, dopo aver toccato i 470 km/h la sfida elettrica a 500 all'ora

Max Biaggi in sella alla sua Voxan Wattman
di Nicola Desiderio
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Mercoledì 15 Dicembre 2021, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 11:11

Quando glielo proposero nel 2109, non credeva neppure lui a quel progetto. Due anni prima aveva rischiato la morte proprio sulle moto che erano state la sua vita e la sua gloria.

Ed ora qualcuno bussava alla sua porta per cercare di superare i 400 km/h in sella a una due ruote? No grazie, stava per dirgli. Ma a proporgli la sfida era Gildo Pastor, patron della Venturi, che corre in Formula E, aveva già battuto nel 2016 il record per auto elettriche su 4 ruote con il Buckeye Bullet 3 (549,43 km/h) e voleva fare altrettanto su un mezzo a due ruote per lanciare l’immagine della Voxan, rilevata dalla Venturi stessa nel 2010 per essere trasformata in costruttore specializzato di moto elettriche. Una sfida irrinunciabile per un vero Corsaro.

IL CIRCUITO SAGITTARIO

Questo è da sempre il soprannome di Massimiliano Biaggi, 4 volte iridato nella classe 250 (dal 1994 al 1997) e due volte nella Superbike (2010 e 2012). Il 19 giugno 2017 Max si stava allenando con una supermotard al circuito Sagittario e poche ore dopo si era risvegliato nel letto dell’ospedale “San Camillo” di Roma con trauma cranico, fratture multiple, 11 costole conficcate nei polmoni e il 20% delle probabilità di vivere. Fu allora che Max disse basta, ma evidentemente doveva rimanere tra di noi per essere il primo uomo al mondo a superare i 400 km/h in sella ad una moto elettrica. Ci è riuscito il 21 novembre scorso in sella alla sua Voxan Wattman fissando il record a 455,737 km/h, raggiungendo la punta massima di 470,252 km/h e stabilendo altri 21 limiti mondiali sulla pista del Kennedy Space Center in Florida. In realtà, ci era già riuscito nell’ottobre del 2020 quando aveva superato 408 km/h per fissare il nuovo record di 366,94 km/h, polverizzando i 329,085 km/h registrati nel 2016 dalla Motibec EV-02A guidata dal giapponese Ryuii Tsuruta. Anche in quell’occasione Biaggi lo aveva fatto in un altro luogo simbolo della storia del volo, l’aeroporto di Châteauroux intitolato a Marcel Dassault, uno dei pionieri dell’aviazione francese e fondatore dell’azienda che costruisce i famosi jet privati Falcon e i caccia bombardieri Jaguar, Mirage e Rafale.

IN CERCA DI LITIO

I record di Biaggi e della Wattman sono ancora più sensazionali se si pensa che Châteauroux è a 161 metri sul livello del mare, Cape Canaveral è di fronte all’Oceano Atlantico e il record della Mobitec e di Tsuruta è stato invece stabilito ai 1.491 mslm di Bonneville, nello Utah. Proprio per questo la Venturi aveva inizialmente programmato di salire fino al Salar de Unuy, un altro luogo simbolo, ma per un motivo ben diverso: l’abbondanza del litio, elemento chimico essenziale per le batterie che stanno cambiando il mondo e la mobilità. Il programma cambiò per via della pandemia da Covid-19, ma questo vuol dire che Biaggi potrebbe fare ancora meglio con l’aria rarefatta della Bolivia, pronta ad offrire alla sua Wattman una resistenza minore sfruttando ancora meglio i 320 kW e 1.360 Nm del motore Mercedes – lo stesso che la Venturi utilizza per le sue monoposto di Formula E – e le prestazioni della nuova batteria 80 volte più potente che in precedenza e 10 volte rispetto a quelle di serie. L’ha sviluppata la Saft, la stessa azienda del gruppo Total con la quale Stellantis sta collaborando per costruire le sue auto ibride ed elettriche del futuro e Peugeot correrà nel WEC e alla 24 Ore di Le Mans già dal prossimo anno.

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